Maria: «Costretta a vivere con 40 centesimi al mese a Castelnuovo»
Storia di un’invalida che ha una pensione reversibile da 500 euro ma «tra detrazioni e conguagli -spiega - non mi resta nulla». L’aiuto di un’amica
CASTELNUOVO. «Ho quaranta centesimi: ditemi voi come devo vivere». Maria Pizzella è un’ex donna delle pulizie. Nel 2015 ha smesso di lavorare e per andare avanti si affida alla pensione di reversibilità del marito.
«Sono 500 euro - spiega Maria - ma l’ultima volta nell’estratto conto ho visto che mi hanno versato 333 euro. “Forse si sono sbagliati”, ho pensato. Ho telefonato e mi è stato spiegato che è stato fatto un conguaglio».
Le cifre erano relative all’occupazione da lei svolta in passato: «Ho dovuto pagare quasi 2.500 euro di tasse per un anno - denuncia la donna - e poi ho un altro bollettino da pagare di 300 euro. Ho fatto fare rate di 86 euro. Mi hanno detto che se si spostano le rate ci sono gli interessi. Il problema è che non posso proprio pagarle! Ho quaranta centesimi. Non ce la faccio: mi faccio prestare i soldi dagli amici. Ho tantissimo da pagare, nessuno ti viene incontro: ti dicono che la legge è questa… Quando però chiedo il quinto della pensione non me lo danno».
Maria conserva con attenzione tutte le documentazioni. Una parte delle carte ha con sé l’accompagnamento della scritta “pagato”; un’altra è contrassegnata da un’altra sigla: “da pagare”. Tra i pagamenti da effettuare, ce n’è uno che lei contesta apertamente.
«Il Comune mi ha dato la casa perché sono invalida - riprende la signora - ma mi hanno chiesto di pagare i lavori straordinari. Li devono pagare i proprietari (l’Agenzia Casa); eppure, mi hanno mandato una bolletta di 1.162 euro. Già che pago tantissimo di condominio… Perché mi avete dato la casa? Se fossi rimasta dov’ero almeno non avrei pagato il condominio…».
Le spese straordinarie contestate riguardano lavori effettuati per le pavimentazioni. «Mi hanno detto che sono pronti per andare dall’avvocato, ma che mi possono fare?! Secondo me non devo pagare quelle spese, anzi devo sentire io dall’avvocato».
Appena possibile, Maria ha tutta l’intenzione di saldare i debiti. «Sono andata anche da Equitalia - precisa - ma sono tre mesi che non pago le multe perché non ho i soldi».
Una situazione che si presenta in altri campi: «Mi hanno sequestrato la macchina - ribadisce Maria - perché non ho i soldi per fare la revisione. Mi è arrivata una bolletta di trecento euro per luce, gas e acqua. Poi ci sono le altre bollette. Ho tanti esami da fare, ma nessuno ti viene incontro».
Qualcuno si è fatto avanti in forma privata. «A volte viene a mangiare da noi - conferma Nives Boni, maranellese - e le diamo anche una mano prestandole i soldi per la spesa».
«La sera mangio con latte e biscotti - dice Maria - qualcosa dovrò pure mangiare».
«Vogliamo darle una mano - conclude Nives - perché nel 2017 non è concepibile che ci sia una situazione così. Ci sono tante altre persone messe come lei».
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