Gazzetta di Modena

Modena

azione Identitaria 

«Nessun attacco al sacerdote  e alla comunità ortodossa» 

Nessuna intimidazione , nessun attacco a Padre Arletti, alla chiesa ortodossa e ai parrocchiani, perlopiù stranieri dell’Est. Così Azione Identitaria, movimento di estrema destra, i cui simpatizzanti...

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Nessuna intimidazione , nessun attacco a Padre Arletti, alla chiesa ortodossa e ai parrocchiani, perlopiù stranieri dell’Est. Così Azione Identitaria, movimento di estrema destra, i cui simpatizzanti hanno affisso sulla bacheca all'esterno della chiesa alcuni manifesti e lasciato volantini sulle panchine . «Il quartiere non è stato scelto per alcun motivo specifico. Non ci risulta, dopo un sopralluogo da parte nostra, che nulla di offensivo sia stato fatto da parte di chi ha distribuito il materiale informativo: le affissioni già presenti non sono state coperte e la bacheca religiosa non è stata toccata. Il nostro messaggio -come il testo dei volantini diffusi- è incentrato sull’amor patrio e sulla difesa delle radici; radici che affondano nella cultura locale, nell’identità nazionale italiana, nelle comuni radici europee, radici comuni a cui anche i parrocchiani di Padre Arletti possono rifarsi e che sono ben rappresentate dalla piccola isoletta di Europa orientale sospesa nelle periferie della nostra Modena. L’amore per la propria terra, per le proprie radici, per il proprio popolo non equivale all’odio per l’identità altrui». Azione Identitaria «si discosta dalle accuse pelose (ed interessate) di “xenofobia” da parte dell’associazione Articolo 1: difendiamo lo Ius sanguinis, che trae le sue origini nel diritto romano, riproposto ad ogni nuova costituzione italiana fino ad oggi». Nel frattempo i consiglieri comunali Pd Carpentieri e Liotti, entrambi residenti nella zona di Modena Est, esprimono solidarietà alla Chiesa ortodossa e a padre Arletti: Condanniamo con fermezza questi gesti volti a screditare l’attività di inclusione portata avanti, in questi anni, a favore soprattutto degli immigrati dell’Est Europa, donne in particolare. Ogni accusa nei loro confronti è da rigettare in maniera decisa, così come il linguaggio utilizzato da Azione Identitaria venato da un chiaro sostrato di razzismo e xenofobia».

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