Non vedi come sei diverso? Dipende da che prospettiva...
di Monica Tappa
Educare alle differenze e attraverso le differenze: difficile? Ecco come è possibile La mappa dei libri (e qui vicino anche un Festival) per scoprire nuovi punti di vista
3 MINUTI DI LETTURA
“Ognuno di noi a volte si definisce sorridendo un po’ strano, ma il diverso e lo sbagliato sono sempre gli altri” dice durante un’intervista Kim Slater, autrice inglese in trasferta alla Bookfair di Bologna dove ha incontrato, in questi giorni, ragazzini nelle scuole e operatori in fiera per confrontarsi su “Smart”, il romanzo pubblicato da Il Castoro che era, tra l’altro, tra i finalisti del Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2017 (vinto poi da Luigi Garlando con “L’estate che conobbi il Che”, Rizzoli).
Qualcuno magari la trova scontata e banale ma questa affermazione sintetizza molto bene la nostra abitudine a un punto di vista, il nostro, che tendiamo a far diventare unico possibile e vero. Quella stessa abitudine (presunzione?) che poi ci porta a creare le “giornate mondiali” come quella del 2 aprile, dedicata alla consapevolezza dell’autismo, con iniziative e bacheche dei social piene di bandierine e sorrisi azzurri (il “colore” dell’autismo) e nello stesso tempo, negli stessi giorni, a contestare, fortissimamente, l’esperimento di inserire nel menu dei bambini di alcune scuole modenesi una giornata senza proteine animali, come abbiamo avuto modo, forse, di leggere nei giorni scorsi.
Eppure ascoltare, sentire, provare a guardare da un’altra prospettiva arricchisce, da sempre. Ce lo siamo dimenticati, facciamo finta che, ma è solo dall’unione di due o più “diversità”, di due mondi, che nasce un terzo mondo più ricco, più bello, anche più complesso, certo. Ce lo dice la natura, ce lo dicono le leggi universali, la fisica, la chimica. E ce lo dicono, tra l’altro, in molti modi e con molti linguaggi, i libri.
Ce lo dice Teodora, piccola principessa che arriva promessa sposa dalla lontana Bisanzio a Venezia e viene guardata con sospetto per le sue curiose abitudini, come quella di mangiare con la forchetta e fare il bagno, a lungo (Storia di una principessa e della sua forchetta, Rizzoli). Ce lo spiegano benissimo quattro Voci nel parco (Camelozampa), con quei quattro punti di vista di una stessa passeggiata, quattro racconti diversi, quattro font. Ce lo racconta, con la consueta delicatezza e poesia Silvia Roncaglia, che con Desideria Guicciardini ci accompagna nel mondo dell’Alzheimer e trova le parole anche per noi, che a volte, troppo spesso, per spiegare molte emozioni, malattie e lutti, le parole non le troviamo più (Facciamo che eravamo, Edizioni Gruppo Abele).
A volte la voce è di un autore che ricorda “un anno esatto fa, pronto a partire per la fiera di Bologna con una maquette in mano e un'aria allampanata da spavento. Oggi, con la stessa faccia allampanata ho il mio primo libro tra le mani”. Lui è J A M, Jack Agnello Modica e il libro di cui parla è Anita e il suo reame, pubblicato da Edizioni Corsare (delizioso).
A volte, infine, annaspiamo alla ricerca di parole e ci dimentichiamo che esistono anche parole fatte di colori e tratti di pennino: e i bambini e i ragazzi le capiscono benissimo le voci narranti delle immagini, dei Silent Book, delle Graphic Novel, mondi interi dove nascono racconti senza lettere. Dove ci si perde dentro.
E’ importare il confronto, quell’ “educare alla diversità” che si sente citare così spesso. E che spesso in fondo invece non vogliamo. C’è un’occasione da non perdere, questo week end, in attesa dei Festival del modenese dei prossimi mesi: negli spazi del Chiostro della Ghiara di Reggio Emilia, è in programma “Punto e a capo”, il festival che offre l’oppportunità di incontrare autori come Antonio Ferrara, Tommaso Percivale, Annalisa Strada, Gabriele Clima. Laboratori (su prenotazione) e incontri a ingresso libero. Il tema? Ribellioni: dai capricci alla resistenza, dalla lotta alle mafie a quegli atti di coraggio che hanno cambiato la storia. Punti di vista che aiutano a crescere.
Qualcuno magari la trova scontata e banale ma questa affermazione sintetizza molto bene la nostra abitudine a un punto di vista, il nostro, che tendiamo a far diventare unico possibile e vero. Quella stessa abitudine (presunzione?) che poi ci porta a creare le “giornate mondiali” come quella del 2 aprile, dedicata alla consapevolezza dell’autismo, con iniziative e bacheche dei social piene di bandierine e sorrisi azzurri (il “colore” dell’autismo) e nello stesso tempo, negli stessi giorni, a contestare, fortissimamente, l’esperimento di inserire nel menu dei bambini di alcune scuole modenesi una giornata senza proteine animali, come abbiamo avuto modo, forse, di leggere nei giorni scorsi.
Eppure ascoltare, sentire, provare a guardare da un’altra prospettiva arricchisce, da sempre. Ce lo siamo dimenticati, facciamo finta che, ma è solo dall’unione di due o più “diversità”, di due mondi, che nasce un terzo mondo più ricco, più bello, anche più complesso, certo. Ce lo dice la natura, ce lo dicono le leggi universali, la fisica, la chimica. E ce lo dicono, tra l’altro, in molti modi e con molti linguaggi, i libri.
Ce lo dice Teodora, piccola principessa che arriva promessa sposa dalla lontana Bisanzio a Venezia e viene guardata con sospetto per le sue curiose abitudini, come quella di mangiare con la forchetta e fare il bagno, a lungo (Storia di una principessa e della sua forchetta, Rizzoli). Ce lo spiegano benissimo quattro Voci nel parco (Camelozampa), con quei quattro punti di vista di una stessa passeggiata, quattro racconti diversi, quattro font. Ce lo racconta, con la consueta delicatezza e poesia Silvia Roncaglia, che con Desideria Guicciardini ci accompagna nel mondo dell’Alzheimer e trova le parole anche per noi, che a volte, troppo spesso, per spiegare molte emozioni, malattie e lutti, le parole non le troviamo più (Facciamo che eravamo, Edizioni Gruppo Abele).
A volte la voce è di un autore che ricorda “un anno esatto fa, pronto a partire per la fiera di Bologna con una maquette in mano e un'aria allampanata da spavento. Oggi, con la stessa faccia allampanata ho il mio primo libro tra le mani”. Lui è J A M, Jack Agnello Modica e il libro di cui parla è Anita e il suo reame, pubblicato da Edizioni Corsare (delizioso).
A volte, infine, annaspiamo alla ricerca di parole e ci dimentichiamo che esistono anche parole fatte di colori e tratti di pennino: e i bambini e i ragazzi le capiscono benissimo le voci narranti delle immagini, dei Silent Book, delle Graphic Novel, mondi interi dove nascono racconti senza lettere. Dove ci si perde dentro.
E’ importare il confronto, quell’ “educare alla diversità” che si sente citare così spesso. E che spesso in fondo invece non vogliamo. C’è un’occasione da non perdere, questo week end, in attesa dei Festival del modenese dei prossimi mesi: negli spazi del Chiostro della Ghiara di Reggio Emilia, è in programma “Punto e a capo”, il festival che offre l’oppportunità di incontrare autori come Antonio Ferrara, Tommaso Percivale, Annalisa Strada, Gabriele Clima. Laboratori (su prenotazione) e incontri a ingresso libero. Il tema? Ribellioni: dai capricci alla resistenza, dalla lotta alle mafie a quegli atti di coraggio che hanno cambiato la storia. Punti di vista che aiutano a crescere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
