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Sicurezza a Modena, il questore: «Ora i modenesi sono in campo con noi»

di Stefano Totaro
Sicurezza a Modena, il questore: «Ora i modenesi sono in campo con noi»

Fassari: «Non serve militarizzare un quartiere, la sicurezza si crea ogni giorno assieme ai cittadini. Boom di segnalazioni»

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MODENA. «L’equazione “più reati più polizia” non è realistica, non funziona, non è in questo modo che si affronta il problema della criminalità dei furti, delle rapine. Non è aumentando il numero dei poliziotti, non è militarizzando una zona o un intero quartiere per un periodo tempo che si ottengono risultati. Non siamo per le operazioni a spot, quanto per un lavoro costante, quotidiano, di controllo, di sinergia con le altre forze dell’ordine e i cittadini. È’ “l’esserci sempre” che recita lo slogan della nostra festa. Quello che è fondamentale è la prevenzione, il ruolo sociale della polizia che si manifesta anche nelle mediazioni durante gli accesi scontri di carattere sociale e sindacale di quest’ultimo periodo». Così il questore Paolo Fassari ieri mattina alla celebrazione del 165° anniversario della fondazione della polizia di Stato. Una festa, quella di quest’anno, disertata da esponenti sindacali e simpatizzanti Siulp, Siap e Ugl (presenti le altre sigle) in aperta rottura con la scelta della location, ovvero il Baluardo della Cittadella, e con la “gestione Fassari” della questura modenese. Polemiche o meno, Baluardo tutto esaurito tra dirigenti di polizia, autorità cittadine e del mondo imprenditoriale, alcune famiglie e i poliziotti che sono stati premiato per essersi distinti in operazioni.
Un premio speciale è andato ad un giovane dipendente di un ristorante, di origini argentine, che con il suo senso civico e la partecipazione decisamente attiva, ha consentito l'arresto di un ladro che si ere introdotto nel suo locale dopo aver provato a derubarne un altro nelle vicinanze. Il premio va a dimostrare l’attenzione dedicata alla sicurezza partecipata e alla sua fondamentale importanza ai fini dello svolgimento in modo efficace da aperte della polizia della tutela dei diritti di ogni cittadino.
A dimostrazione di questa partecipazione vi è il grande numero di telefonate al 113 ricevute quest’anno. Sono 135mila e 615 di cui oltre 123mila solo dalla città di Modena. Segnalazioni, richieste di intervento dovute a presenze o a movimenti sospetti, persone che in diretta si mettevano a guidare gli equipaggi sulle tracce di ladri o scippatori. «Se fino a ieri abbiamo creduto che intensificare il controllo del territorio aumentando la presenza sulla strada costituiva il solo sistema per ridurre i reati predatori, che militarizzando per un breve arco di tempo un quartiere avremmo accresciuto la percezione di sicurezza dei suoi abitanti, oggi dobbiamo cambiare idea - ha affermato il questore - perché la nostra mission non è creare parentesi di presidio. Perché è troppo semplice invocare aiuti economici, potenziamenti organici, implementazioni tecnologiche, ma tutto ciò non sarà efficace se non è accompagnato da un cambiamento culturale in direzione di una sicurezza sussidiaria e partecipata. Il ruolo svolto dai cittadini nei controlli di vicinato è l’espressione più alta dell’orgoglio di una comunità, abituata a reagire alle avversità, che si appropria del territorio senza “scaricare” responsabilità, fornendo un apporto decisivo all’identificazione di decine di ladri, rapinatori e scippatori». Fassari ha inoltre ricordato la lotta alla droga, il complesso fenomeno dell’immigrazione e il giro di vite messo in atto contro i clandestini.

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