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Sassuolo, vandali al Parco Albero d’Oro

Sassuolo, vandali al Parco Albero d’Oro

Devastati gli arredi all’esterno del centro di quartiere. «Il Comune trovi alla svelta un gestore del bar»

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Vandali al centro di quartiere del parco Albero d'Oro. L'altra notte ignoti hanno divelto parte della recinzione e sono entrati devastando sedie, tavoli ed altri accessori che erano all'esterno del fabbricato. Come si sa, da tempo il bar del centro è chiuso, in attesa di nuovo affidamento, funziona solo la sala di quartiere “Falcone e Borsellino”, e non sempre ha iniziative che si protraggono fino a tarda sera. Un vandalismo che rinnova la speranza di affidare prima possibile i locali a chi potrà assicurare anche una sicurezza interna ed esterna. «È un vero dispiacere – ha detto il presidente dell'associazione “Orti e Bonsai – Albero d'Oro”, Vittorio Moretti – quando ci imbattiamo in questi atti davvero di poca educazione. Siamo ancora in attesa che il Comune dia in gestione il bar a qualche associazione perché vigili sulla zona. Un ambiente aperto fino a tardi è certamente disincentivante per i vandali che girano di notte anche nel nostro parco». Una assegnazione che potrebbe anche avere un destinatario già conosciuto il zona: è così? «In realtà – continua Moretti – noi abbiamo una cooperativa, che si chiama “Lo spino”, già operante nel quartiere a favore dei ragazzi disadattati. Con loro già collaboriamo, abbiamo ceduto in uso un orto per far impratichire i loro ragazzi, fanno anche iniziative in collaborazione con la parrocchia e la Casa della Carità e si potrebbe allargare questo anche al bar, soprattutto in vista della stagione estiva. Spero che questo atto incivile porti ad accelerare la decisione». Intanto la scoperta di questo nuovo vandalismo ha scatenato i commenti dei fruitori del parco. «Stiamo tornando indietro negli anni – ha detto ieri un abitante del quartiere – e questo non è per niente positivo. Non posso testimoniare che si tratti di giovani della zona o meno ma chiunque sia stato è senza dubbio stato incentivato dalla poca sorveglianza che c'è da qualche tempo nel nostro parco e nell'intera zona, senza dimenticarci della illuminazione, ancora precaria».
Alfonso Scibona

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