Istituto Fermi di Modena, un ponte verso il lavoro
Torna il “Progetto Ceramica”: gli studenti si formeranno nelle aziende del settore
«Il "Progetto Ceramica" rappresenta un punto cruciale: un intermezzo tra scuola e mondo del lavoro». Se a dirlo fosse un professore, forse la collaborazione tra Confindustria Ceramica, Federchimica-Ceramicolor e l'istituto Fermi suonerebbe meno interessante. Ma ad affermarlo ieri, in occasione della firma della convenzione che si rinnova ormai da diciassette anni, è stato uno studente. Andrea Pellacani frequenta l'ultimo anno dell'istituto ed è uno dei ventiquattro ragazzi che hanno scelto di partecipare al progetto. «È un'attività extrascolastica - ha spiegato - che permette di applicare le nostre conoscenze teoriche al settore della ceramica. Inizia al quarto anno, con cinquanta ore pomeridiane che prevedono lezioni in aula ed esperienze in laboratorio». Con le attrezzature fornite dalla scuola i ragazzi svolgono attività specifiche che interessano il settore ceramico, dalla lavorazione delle materie prime fino all'analisi e il controllo del processo produttivo. «Inoltre - ha proseguito lo studente - sono consigliate le visite aziendali in ceramiche e colorifici perché permettono di osservare in prima persona tutti i processi produttivi che studiamo a scuola e che approfondiamo con "Progetto Ceramica"».Un'esperienza biennale che da quest'anno è preceduta da un percorso di orientamento aperto a tutti gli studenti di terza, per presentare fondamenti teorici utili agli studenti che decideranno di partecipare. Le cinquanta ore extracurricolari si ripetono anche in quinta, con l'ulteriore aggiunta di trenta ore di approfondimento. Il progetto prevede inoltre uno stage estivo di quattro settimane nelle aziende del settore, per muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Un'alternanza davvero utile agli studenti, perché, come ha spiegato il presidente dell'associazione Ceramicolor e dell'azienda Metco, Claudio Casolari, «I ragazzi che arrivano in azienda vengono trattati alla stregua di chi già ci lavora». Se da una parte i giovani traggono dal progetto il vantaggio di vedere le proprie competenze teoriche declinate in processi produttivi pratici, le imprese del territorio godono di quella che Casolari ha chiamato «l'energia dei ragazzi, che è il vero fondamento sul quale cerchiamo di costruire una relazione virtuosa. La mia azienda - ha proseguito - fa circa un'assunzione all'anno, chiamando i giovani dagli istituti. Cerchiamo ragazzi che hanno voglia di impegnarsi. Per gli aspetti più tecnici, ci pensiamo noi a formarli». Vittorio Borelli, presidente di Confindustria ceramica, ha condiviso l'idea: «I giovani quando sono bravi portano anche tante idee, hanno menti fresche, innovative».Al termine del progetto gli studenti sono invitati a scrivere una tesi sul loro percorso. Quelle ritenute migliori vengono premiate con una borsa di studio di 500 euro. Ieri se la sono aggiudicata Elisabetta Simonini e Simone Capponi. Quest'ultimo ha iniziato l'università di chimica a Bologna e si è sentito di consigliare il progetto ai ragazzi del Fermi: «È un percorso impegnativo, ma che offre tanti vantaggi, sia lavorativi che per il proseguimento degli studi». Eleonora Degoli
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