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Ludovica Campana, modella e imprenditrice modenese: "Così disegno il mio futuro"

di Carlo Gregori
Ludovica Campana, modella e imprenditrice modenese: "Così disegno il mio futuro"

Battuta come miss a 20 anni diventa modella poi imprenditrice con una sua linea di bikini

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MODENA. «Ci sono tanti luoghi comuni sui giovani fannulloni. In realtà, intorno a me, vedo i miei coetanei che cercano un loro spazio. Se tanti non riescono a partire, è per il fattore economico: non invoglia, se non hai chi ti aiuta all'inizio o se non sei agiato. Ma non vedo tutta questa rassegnazione. Tanti vogliono sentirsi protagonisti, soprattutto sui social, e non solo per cose frivole. Sui social puoi essere qualcuno senza fare niente, è vero, ma il social può diventare uno strumento di lavoro. Tutto quello che ci serve è spazio nel mondo del lavoro. Oggi manca».

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Ludovica Campana è l'opposto dello stereotipo del giovane italiano disoccupato, depresso e mammone. A soli vent'anni oltre a lavorare come fotomodella ha avviato una start-up per una sua piccola azienda che si occupa a ciclo completo della produzione e commercializzazione di costumi da bagno. Che vende esclusivamente via internet perché crede nell'e-commerce. Parlando con lei ci si rende conto di quanto sia consapevole di ogni aspetto delle sue attività. Ma a Ludovica non basta e ora studia a Milano per fare il lavoro dei suoi sogni: la fashion stylist.

«È una figura professionale della moda che si occupa di tutto quello che riguarda la valorizzazione del capo di moda che sta per essere messo in commercio - racconta - richiede un corso di tre anni, quello che sto facendo all'Istituto Marangoni di Milano. Ho ancora strada da fare. Intanto mi occupo delle altre mie attività».
All'inizio studiava da miss, ma poi arrivò la delusione proprio a Miss Italia. Era il 2014, tutti la davano per vincente ma in finale non ce la fece. Senza fare polemiche, commenta: «Lo vivo ancora come un fallimento personale, anche se mi rendo conto che hanno pesato tanti fattori. Da allora di miss e concorsi non mi sono mai più interessata».

Ha invece sviluppato una carriera da fotomodella. È stato più facile: ha trovato la strada spianata a casa.
«Da giovane, mia madre è stata fotomodella. Sono cresciuta in quell'ambiente. Per me è stato abbastanza naturale cominciare. I primi scatti li ho fatti a 9 anni per una collezione Blumarine. Era un gioco, un hobby. Poi ho iniziato a fare sul serio. Ho lavorato sette anni per l'Agenzia Elite di Milano. Tre anni fa mi sono staccata. Ho pensato di fare per conto mio. Oggi sono professionista. Decido io i casting, i lavori, il book, come condurre la mia attività. E ovviamente ho meno spese».

Il pallino per gli affari è stato invece ereditato dal padre, direttore commerciale di una azienda di abbigliamento a Milano. «Mio padre è un uomo di conti, io la creativa. Sì, ho seguito le sue orme - racconta Ludovica - ma tutto è nato per caso, anzi da una mia insoddisfazione. Mi ero accorta che non c'era mai il costume da bagno che volevo io. Mancava sempre qualcosa nella fattura, nel disegno, nei colori, anche nella stampa. Allora ho deciso di farli da sola. Ho trovato una azienda di Mantova che li produce e li disegna al laser. Così ho aperto una piccola attività».

In questo modo è nata la Bikini Amourè, sede a Campogalliano in un piccolo magazzino. È la start-up di una ventenne che è socia solo di se stessa.
«Non sono una stilista ma ho delle idee e per fortuna adesso studiando a Milano inizio a realizzarle da sola, senza dipendere da altri. Quest'anno produrrò solo due modelli di bikini, li disegnerò e li farò realizzare con la macchina al laser. Ho cominciato l'anno scorso e per essere stato il primo anno è andata bene. Ho venduto tutto. Utilizzo solo l'e-commerce e con internet ho venduto tutta la produzione del primo anno. Sono riuscita a ottenere un ordinativo consistente anche da Montecarlo! Ora si tratta di migliorare la mia rete vendite».
Ludovica lavora solo con familiari e amici.

«I miei genitori sono fantastici. Mi hanno sempre aiutata e incoraggiata. Senza il loro contributo economico non sarei mai partita, mi ritengo fortunata. Di pubblicità spendo pochissimo. Faccio la modella per i miei bikini, vado in Sardegna in una nostra casa e le foto le scatta la mia amica Maria Giulia Gaddi, un amico segue il sito internet. Faccio tutto in famiglia, insomma. Io non delego, quindi devo avere la massima fiducia in chi lavora con me. Non è facile realizzare quello che si ha in mente, soprattutto se lo si fa fare a un altro».

Per Ludovica il futuro è la rete. «Credo molto nell'utilizzo dei social come strumento per far conoscere i propri prodotti. Io stessa ho cominciato su Instagram a pubblicare le mie foto con i miei bikini. È così che mi faccio conoscere. Il mio sogno è fare una linea completa, arrivare all'abito da sera, ma è troppo presto. Mi serve tempo, esperienza e tanto impegno. Oggi gli insegnanti della Marangoni mi spronano a capire e approfondire. Quando avrò le basi giuste, lo farò. Ora invece mi interessa di più sviluppare un rapporto commerciale col pubblico. Credo nell'e-commerce. Voglio restare in Italia, voglio lavorare e vendere nel mio Paese, che amo. Abbiamo tante difficoltà, è difficile per un giovane, è vero, ma restando al mio settore Milano resta sempre la principale realtà della moda, anche se Parigi comanda, e amo Modena».

E i cinesi? Sorride. «Ce ne sono tanti a studiare con me. Studiano e lavorano tantissimo. Fanno paura, è vero, perché sono bravi, si espandono, sono strateghi. C'è da combattere con loro. Ma la mia battaglia sarà qui. Io combatto per il Made in Italy».
 

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