Pavullo, Vittorio Sgarbi: «Non toccate il ponte di Olina»
di Daniele Montanari
Gli strali del noto critico d'arte si abbattono sulla nuova centrale idroelettrica di Pavullo, che dovrebbe sorgere in località Cascina Ignazio nei pressi del ponte di Olina. Ieri il celebre storico e critico d'arte ha postato su Facebook per la serie “#Italia sfregiata” un messaggio di aperta condanna dell'opera,
2 MINUTI DI LETTURA
PAVULLO. «Chiedo al ministro Franceschini di fermare questo scempio». Gli strali di Vittorio Sgarbi si abbattono sulla nuova centrale idroelettrica di Pavullo, che dovrebbe sorgere in località Cascina Ignazio nei pressi del ponte di Olina. Ieri il celebre storico e critico d'arte ha postato su Facebook per la serie “#Italia sfregiata” un messaggio di aperta condanna dell'opera, sottolineando la plurisecolare meraviglia architettonica del ponte sul torrente Scoltenna: “Nel Cinquecento – ricorda - venne eretta un’opera maestosa, frutto dell’ingegneria dei tempi, il Ponte di Olina. Di grande importanza storica, era l’unica via di accesso che metteva in comunicazione Modena con Lucca. A valle di questo storico monumento, verrà edificata una centrale idroelettrica denominata “Cascina Ignazio” per la produzione di energia pulita. Chiedo al ministro Franceschini di fermare questo nuovo scempio”. Che questa centrale (ce ne sono altre sullo Scoltenna) fosse una questione delicata lo si era capito fin dal primo via libera al progetto (dopo che la Conferenza dei servizi aveva dato il placet preliminare), esattamente un anno fa, nell'ultimo Consiglio comunale dell'era Canovi. L'allora assessore all'urbanistica Stefano Iseppi definì “un buon compromesso” tra le richieste di un privato e la tutela ambientale il progetto completamente rivisto rispetto a quello presentato nel 2009. Nello specifico, una centrale della potenza di 242 kWe ubicata dalla società milanese K7 srl circa 300 metri a valle del ponte, sfruttando un salto di briglia (senza più fare captazione a monte), contenuta in un perimetro di 10 metri per 5 con vicino un fabbricato di 90 metri quadrati. Il via libera arrivò a maggioranza, ma con una seconda frattura a sinistra, visto che al no di Fausto Gianelli si sommò quello, sentitissimo, dell'ex assessore all'Ambiente Giuliano Ferrari, da anni contro l'opera. Che da allora ha quasi completato l'iter autorizzativo sempre in Conferenza dei servizi: resta solo da risolvere la questione di un ultimo esproprio di terreno. Da parte sua, il vicesindaco Daniele Iseppi (con delega all'urbanistica) garantisce la “massima vigilanza“ su un progetto ereditato dalla passata amministrazione per il quale, a tutela del contesto ambientale sensibile, è stata richiesta anche una garanzia fideiussoria di 100mila euro valida per tutta la durata dell'impianto, maggiorata di due anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
