POLIZIA PENITENZIARIA in piazza
Una legge per la legittima difesa
«Raddoppio della pena e niente risarcimento a chi viola il domicilio»
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L’obiettivo potrebbe sembrare scontato, ma non sempre lo è: far capire che il delinquente non è il cittadino che tenta di difendere se stesso, la sua famiglia e la sua casa, ma quello che invade la sua proprietà. Per questo, il sindacato di polizia penitenziaria S.pp. ha deciso di riprendere la campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sulla inviolabilità del domicilio: una campagna molto fortunata, tanto che l’anno scorso sfondò quota due milioni e trecentomila sottoscrizioni, e che ora punta ad arrivare a cinque milioni di firme. Ieri sera è stata la volta della tappa modenese, con l’arrivo del segretario generale del sindacato Aldo Di Giacomo, che ha ripreso lo sciopero della fame per dare maggiore enfasi all’iniziativa: «Da una parte ci sono più di due milioni di firme, con richieste arrivate da tutta Italia, e in particolare dalle regioni del nord - ha spiegato ieri da piazza Matteotti - mentre dall’altra c’è una proposta ancora ferma al Senato, con un mondo della politica lontano dalle esigenze dei cittadini». Tre i punti centrali della proposta di legge popolare: «Si va dal raddoppio delle pene per la violazione di domicilio - riprende il segretario - all’abolizione del risarcimento per chi viene a rubare a casa nostra e resta ferito. Infine, chiediamo che chi reagisce per difendersi e difendere la propria casa non venga punito per eccesso di difesa. Puntiamo a raggiungere i cinque milioni di firme - incalza Di Giacomo - ottenendo il sostegno degli italiani che chiedono di potersi difendere da chi entra nelle loro case. Il messaggio è che i delinquenti sono quelli che entrano nelle abitazioni degli altri per rubare o per fare del male, non chi difende la propria casa o la propria attività, rischiando anche di perdere la vita». Anche la seconda tranche della raccolta firme sta ottenendo un grande successo, come dimostrano le 250 sottoscrizioni raccolte in pochi minuti al mercato di Budrio, il paese del bolognese dove il primo aprile un barista è stato ucciso con diversi colpi di pistola durante un tentativo di rapina. (l.g.)
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