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Villaggi Artigiani, un sondaggio boccia il Comune di Modena

Villaggi Artigiani, un sondaggio boccia il Comune  di Modena

Le aziende Lapam hanno risposto ad un questionario: «Insicurezza, degrado e nessuna tecnologia: abbandonati»

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MODENA. Un sondaggio tra i proprietari delle aziende che ancora, con sacrifici, resistono nelle zone artigiane di Modena: attorno a via Emilio Po, in quello che viene proprio chiamato Villaggio Artigiano, nella zona dei capannoni di Modena Est e dei Torrazzi. Un sondaggio che ha dato esiti tutt’altro che lusinghieri per l’amministrazione comunale. Tutti, infatti, da una parte all’altra della città e senza differenze, lamentano lo stato di abbandono, causa ed effetto di un degrado che avanza. A mettere in fila le risposte dei propri associati è stata la Lapam, che ha iniziato questo progetto realizzando interviste video che da alcuni giorni sono presenti sul sito dell’associazione.
«Un viaggio tra le aree produttive del capoluogo per ascoltare, capire, ma soprattutto proporre soluzioni alle tante esigenze raccolte dalla voce degli imprenditori. Dalla sicurezza alla viabilità, dal decoro urbano alla banda larga, abbiamo raccolto i principali nodi in capo ad amministrazione pubblica ed enti preposti, per discutere insieme una strategia che dia respiro alle tante micro, piccole e medie imprese che vogliono competere sul mercato».
Gli imprenditori non la mandano a dire e mettono in fila tutto quello che, girando per Modena, si sente dire ormai da troppo tempo.

«Spesso arrivano camion o furgoncini che vengono chiaramente da fuori dal villaggio artigiano e scaricano impunemente i loro rifiuti - racconta a Lapam Franco Cevolini, socio titolare della Crp una delle aziende più innovative e prestigiose del villaggio di Modena Ovest - Abbiamo anche segnalato più volte questa cosa, però continuiamo a riscontrare questo tipo di comportamento che è veramente brutto perché ne va della nostra immagine. All’estero queste cose non succedono. Io mi reco in posti dove è tutto tenuto alla perfezione, il verde è tenuto bene e soprattutto c’è pulizia. Quello che fa più specie è vedere il livello di sporcizia che c'è lungo le nostre strade».
Cevolini non è l'unico a lamentare l'incuria dell’area che da tempo attende una riqualificazione adeguata capace di conciliare le esigenze di abitanti e imprenditori. Anche Alberto Salvalai, titolare della Sea, ditta storica dello storico Villaggio Artigiano, la pensa allo stesso modo aggiungendo: «Nella mia via, così come in quelle limitrofe, si vive in uno stato di insicurezza totale».
All’interno del quartiere Torrazzi uno dei problemi principali, spiegano aziende come Hansa Tmp, è dato dall’assenza di supporto per tecnologie adeguate: «Non c’è un unico ufficio al quale rivolgersi in Comune quando abbiamo problematiche logistiche e molto spesso legate all’assenza di tecnologia, come la banda larga», fondamentale per chi vuole investire nell’internazionalizzazione.
A Modena Est il tema sicurezza è piuttosto sentito, Car Service e Technomec sono state appena colpite dai ladri: «Non ci sentiamo sicuri a casa nostra. Ci sentiamo impotenti». Il rischio è che subentri anche la rassegnazione se non si riuscirà in fretta a correre ai ripari. (d.b.)

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