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Chiude la Broc Metal Venti dipendenti rimasti senza lavoro

Chiude la Broc Metal Venti dipendenti rimasti senza lavoro

CASTELFRANCO. La Broc Metal ha chiuso. Nonostante i tentativi di salvarla, infatti, martedì mattina, la direzione dell'azienda ha chiuso i cancelli, terminando una storia decennale che ne aveva fatto...

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CASTELFRANCO. La Broc Metal ha chiuso. Nonostante i tentativi di salvarla, infatti, martedì mattina, la direzione dell'azienda ha chiuso i cancelli, terminando una storia decennale che ne aveva fatto un piccolo simbolo della comunità castelfranchese.
I 20 lavoratori, ora, sono seguiti dai servizi sociali, in attesa di una nuova occupazione.
Tutto è iniziato cinque anni fa, quando i conti dell’azienda hanno cominciato a scricchiolare, a causa dei deboli finanziamenti. Il tutto, però, è venuto alla luce solo negli ultimi mesi, a causa di premi non pagati ai lavoratori. Il primo punto di svolta è avvenuto il 3 marzo scorso, quando l’azienda ha annunciato una prima volta di voler chiudere per fallimento. I lavoratori e le istituzioni locali si sono mobilitati, per cercare una soluzione. L’azienda, per il mese di marzo, ha continuato a lavorare, in attesa di compratori.
In un primo momento, alcuni imprenditori avevano manifestato il proprio interesse. Questo, però, non si è mai concretizzato, e nei giorni scorsi è maturata una decisione che sembrava ormai inevitabile.
«Stiamo accanto ai lavoratori e abbiamo attivato i dispositivi di supporto. Siamo a disposizione per aiutare il reinserimento», ha dichiarato Leonardo pastore, assessore alle attività produttive.
«Il protagonismo delle istituzioni locali nella vicenda è stato positivo, hanno cercato soluzioni - ha commentato Cesare Pizzolla, segretario Fiom -. Vorremmo, però, che si facessero sentire presso il governo centrale, per protestare contro i tagli agli ammortizzatori sociali». Il sindacalista fa notare che «con i vecchi ammortizzatori avremmo potuto ottenere una cassa integrazione di un anno, e quindi più tempo per cercare soluzioni. Adesso, invece, con i tagli del 2015, abbiamo avuto due mesi di tempo, per portare a casa lo stipendio di marzo. Sono regole che depauperano il territorio, abbiamo meno strumenti per tutelare i lavoratori e meno posti di lavoro».
Enrico Vincenzi

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