«Crescita di occupati non dipendenti ma gli investimenti?»
«Dati positivi per ceramica e alimentare, male le costruzioni Abuso dei voucher, bisogna fare di più per start up e pmi»
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Nonostante le note positive, è uno scenario di incertezza, quello delineato ieri mattina dalla Cgil riguardo il lavoro in provincia. È stato infatti presentato il decimo Osservatorio su Economia e Lavoro in provincia di Modena, che ha analizzato la situazione dell'anno 2016. Anno un cui sono stati confermati gli impulsi di crescita registrati nel 2015, con l'economia modenese che è stata definita «in movimento», con un incremento medio del 2,6%. In particolare a crescere è stata l'industria, con i settori ceramico e alimentare, con incrementi rispettivamente del 5% e 3%. Segno contrario invece per costruzioni e commercio, che perdono rispettivamente il 26% e lo 0,5% di produttività. Le costruzioni, va detto, vedono un piccolo ma costante segnale di ripresa, grazie ai lavori nelle zone colpite dal sisma del 2012, ma siamo ancora lontani da livelli precedenti; per il commercio, invece, la domanda interna resta troppo debole. Tutto questo, continua il rapporto, a fronte di una produzione generale diminuita dello 0,2%, mentre in regione cresce del 2,5%. Vanno bene le esportazioni, ma anche qui i settori forti sentono un affaticamento, come il biomedicale che ha perso un 4,4%. Preoccupano, inoltre, i segnali di protezionismo provenienti da oltre oceano. «Siamo sempre più legati al settore industriale, l'unico con tendenze in crescita», ha commentato Marco Sassatelli, che ha curato la ricerca, condotta da Ires. Elemento che non basta per parlare di crescita definitiva. Gli investimenti sono ancora troppo modesti, e i dati del mercato del lavoro confermano la situazione di instabilità: nonostante un aumento dell'occupazione (4,4% in più del 2015), si nota come questa sia in calo nella fascia tra i 18 e i 29 anni (che sono disoccupati nel 16,3% dei casi contro un generale 6,6%).
Questo porta a un mercato del lavoro anziano, quindi statico e meno innovativo, motivo per cui, dice Sassatelli, «bisogna investire sui giovani».
Si nota, inoltre, un aumento del 20% del lavoro non dipendente, legato, secondo la Cgil, «all’utilizzo sproporzionato e all’abuso dei voucher nella nostra provincia», che ne ha usati quasi 3 milioni, a fronte di 1,6 milioni del 2013 e dei 16 milioni somministrati in Emilia-Romagna. «C'è una sovrarichiesta di flessibilità legata alle incertezze dell'industria - ha detto Sassatelli - Il problema è la debolezza degli investimenti. Ce ne sono pochi, e sono concentrati in un pezzetto del sistema industriale. A livello politico bisogna smetterla di concentrarsi sugli strumenti del mercato del lavoro e tornare a parlare di investimenti, sia privati che pubblici».
Gli fa eco il presidente regionale di Ires, Giuliano Guietti: «Bisogna fare di più per start up e piccole e medie imprese. Il Jobs Act poteva essere fatto meglio, ma andava nella giusta direzione per rafforzare il mercato del lavoro».
Enrico Vincenzi
Questo porta a un mercato del lavoro anziano, quindi statico e meno innovativo, motivo per cui, dice Sassatelli, «bisogna investire sui giovani».
Si nota, inoltre, un aumento del 20% del lavoro non dipendente, legato, secondo la Cgil, «all’utilizzo sproporzionato e all’abuso dei voucher nella nostra provincia», che ne ha usati quasi 3 milioni, a fronte di 1,6 milioni del 2013 e dei 16 milioni somministrati in Emilia-Romagna. «C'è una sovrarichiesta di flessibilità legata alle incertezze dell'industria - ha detto Sassatelli - Il problema è la debolezza degli investimenti. Ce ne sono pochi, e sono concentrati in un pezzetto del sistema industriale. A livello politico bisogna smetterla di concentrarsi sugli strumenti del mercato del lavoro e tornare a parlare di investimenti, sia privati che pubblici».
Gli fa eco il presidente regionale di Ires, Giuliano Guietti: «Bisogna fare di più per start up e piccole e medie imprese. Il Jobs Act poteva essere fatto meglio, ma andava nella giusta direzione per rafforzare il mercato del lavoro».
Enrico Vincenzi
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