Gazzetta di Modena

Modena

«Ecco perché cerco l’eutanasia in Svizzera» 

«Ecco perché cerco l’eutanasia in Svizzera» 

Dopo Fabo, un altro italiano è partito diretto in una clinica. Ecco la storia di Davide, 53enne toscano

2 MINUTI DI LETTURA





La scelta tra la vita, come quella di Maria, e la morte, come quella di deejay Fabo, anche ieri è stata al centro delle cronach. A riaccendere il dibattito, il caso di Davide 53 anni, che ha deciso di morire in Svizzera. Ecco la sua storia.
Davide faceva il barista in una città toscana quando, ben 26 anni fa, si è ammalato di sclerosi multipla. «Vivere mi fa troppo male», aveva confessato lo scorso dicembre in un'intervista. «Potevano spegnermi una sigaretta addosso - raccontava - darmi una coltellata, ma ero completamente insensibile».
La malattia (che lui chiama “la stronza”), come sempre avviene, si è via via aggravata, finchè pochi mesi fa Davide ha chiesto alla madre 73enne di aiutarlo a farla finita. La donna ha scritto a una clinica svizzera, ma ha scoperto che la “dolce morte” ha un prezzo non solo umano, ma anche economico: per l'esattezza 9.500 euro, troppi. È allora che Davide ha chiesto aiuto al sito soseutanasialegale.it, gestito da Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli. Sono loro ad aiutarlo a trovare i soldi necessari, e a organizzare il viaggio, proprio come fecero con dj Fabo.
Ieri la partenza insieme a Mina Welby verso quello che lui considera un sollievo: «Ho dolori 24 ore al giorno - aveva detto - qualsiasi movimento, anche il più piccolo, mi procura sofferenze atroci». E concludeva: «Per me il viaggio sarà una liberazione. Come un sogno. Come una vacanza. Mi daranno da bere un liquido, e io lo berrò».
Per Davide la sua «non è più una vita da vivere ma una condanna da scontare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google