Economia, dopo anni di studio la sfida per entrare nelle aziende
Tra i brindisi e gli immancabili scherzi tra amici, più di cento studenti di Economia possono mettere la parola “fine” al loro percorso accademico. Dopo i 100 laureati di marzo, altri 134 ragazzi tra...
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Tra i brindisi e gli immancabili scherzi tra amici, più di cento studenti di Economia possono mettere la parola “fine” al loro percorso accademico.
Dopo i 100 laureati di marzo, altri 134 ragazzi tra ieri e oggi sono usciti dalla facoltà.
Una volta discussa la tesi ci sono state ore di festeggiamenti, ma li attende anche un mondo del lavoro competitivo.
«Spero di entrare in un mercato - ha spiegato Mattia Clò, laureato in Relazioni di lavoro - che conceda a gente senza esperienza di lavorare, anche se oggi le imprese ne richiedono tanta. Ho comunque la speranza di riuscire trovare un'occupazione coerente con il mio corso di studio, che potrebbe essere o di gestione delle risorse umane o di consulenza del lavoro». «Per ora ho intenzione di cercare lavoro in Italia - ha continuato Mattia - ma valuterò se fare esperienze all’estero, che non fanno mai male in ogni caso. Mi dispiace solo perché potrebbe essere una “fuga di cervelli”».
Scherzoso ma meno ottimista è stato Giulio Brevini, laureato in Economia e Politiche Pubbliche: «Adesso esco dagli inattivi per entrare tra i disoccupati. Però posso dire di aver chiuso l’università in bellezza». Considerati il vestito chiaro, il rossetto e la parrucca che indossava, è stato convincente. «Fino a dieci minuti fa ero in abito scuro e sembravo anche una persona seria - ha scherzato - è stato comunque un bel percorso, soprattutto la magistrale. Al lavoro penserò seriamente a partire da lunedì prossimo».
«Oggi abbiamo raggiunto il traguardo - sospira Mariagiovanna Russo, giovane studentessa-madre - È stato un percorso molto bello e formativo e ho avuto la possibilità di conoscere persone interessanti. Ma soprattutto io l’ho vissuto da mamma: è stato complicato, ma ho avuto un motivo in più per impegnarmi». Al momento dell’intervista, non aveva ancora esposto la tesi. «L’ho fatta sulle disuguaglianze nell’accesso al mondo del lavoro per quanto riguarda le donne», ha spiegato. Alla domanda su cosa si aspetta dal futuro ha risposto: «Adesso sono così tesa che non saprei. Spero di viverlo in modo tranquillo, di avere un buon lavoro e delle buone opportunità sia per me che per i miei figli». (e.d.)
Dopo i 100 laureati di marzo, altri 134 ragazzi tra ieri e oggi sono usciti dalla facoltà.
Una volta discussa la tesi ci sono state ore di festeggiamenti, ma li attende anche un mondo del lavoro competitivo.
«Spero di entrare in un mercato - ha spiegato Mattia Clò, laureato in Relazioni di lavoro - che conceda a gente senza esperienza di lavorare, anche se oggi le imprese ne richiedono tanta. Ho comunque la speranza di riuscire trovare un'occupazione coerente con il mio corso di studio, che potrebbe essere o di gestione delle risorse umane o di consulenza del lavoro». «Per ora ho intenzione di cercare lavoro in Italia - ha continuato Mattia - ma valuterò se fare esperienze all’estero, che non fanno mai male in ogni caso. Mi dispiace solo perché potrebbe essere una “fuga di cervelli”».
Scherzoso ma meno ottimista è stato Giulio Brevini, laureato in Economia e Politiche Pubbliche: «Adesso esco dagli inattivi per entrare tra i disoccupati. Però posso dire di aver chiuso l’università in bellezza». Considerati il vestito chiaro, il rossetto e la parrucca che indossava, è stato convincente. «Fino a dieci minuti fa ero in abito scuro e sembravo anche una persona seria - ha scherzato - è stato comunque un bel percorso, soprattutto la magistrale. Al lavoro penserò seriamente a partire da lunedì prossimo».
«Oggi abbiamo raggiunto il traguardo - sospira Mariagiovanna Russo, giovane studentessa-madre - È stato un percorso molto bello e formativo e ho avuto la possibilità di conoscere persone interessanti. Ma soprattutto io l’ho vissuto da mamma: è stato complicato, ma ho avuto un motivo in più per impegnarmi». Al momento dell’intervista, non aveva ancora esposto la tesi. «L’ho fatta sulle disuguaglianze nell’accesso al mondo del lavoro per quanto riguarda le donne», ha spiegato. Alla domanda su cosa si aspetta dal futuro ha risposto: «Adesso sono così tesa che non saprei. Spero di viverlo in modo tranquillo, di avere un buon lavoro e delle buone opportunità sia per me che per i miei figli». (e.d.)
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