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I Green Days di Simone Bonetti, Gli aironi, i giochi al fiume Improvvisando una vita

I Green Days di Simone Bonetti, Gli aironi, i giochi al fiume Improvvisando una vita

L’infanzia e gli amici, la passione per raccontare storie. E il teatro  Oggi con la compagnia Cicuta crea spettacoli e cene con delitto

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Sei anni fa, Simone Bonetti, classe 1977, ha contribuito a far nascere Cicuta, la compagnia teatrale specializzata in teatro d'improvvisazione (volete organizzare cene con delitto e murder party a tema? Chiamateli!) che in pochi anni è passata da 5 a 15 attori e ha ormai all’attivo più di 200 spettacoli. «Insegno teatro d'improvvisazione – spiega Simone - ho partecipato a spettacoli e tenuto workshop in Italia ed in Europa, compreso il Fringe Festival di Edinburgo e collaboro con Play Res, Associazione culturale per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi. Il mio primo incontro col teatro – sottolinea - risale alle medie con la prof di educazione tecnica nel ruolo di regista. Ma seguiamo un copione, per una volta».

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«Io sono figlio unico – ricorda - e vivevo con mamma Gabriella, papà Valter e nonna Ines in una vecchia casa in centro a Spilamberto. I miei genitori erano operai, insieme da sempre e molto innamorati. I primi amici erano ovviamente i bambini che abitavano nei dintorni e che, come me, andavano a giocare nel piazzale di Rocca Rangoni o sulle sponde del Panaro. Ero abbastanza tranquillo, spesso facevo domande e ringrazio Ivan, caro amico dei miei, professore di biologia marina, che, con tanta pazienza, ha sempre risposto a tutte le mie curiosità sugli animali».

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«Roberta - dice Simone - è stata la mia prima vera amica ma capitava di incontrare altri bimbi e giocare con loro coi sassi di fiume, a catturare le rane o spiare aironi e altri uccelli di fiume. Con mia madre a volte andavo a Piumazzo, da uno dei suoi fratelli. Lo zio Rino aveva un frutteto e lì, insieme ai miei cugini, ho imparato a conoscere gli animali e le piante della fattoria. Una volta costruì anche un arco di legno di ciliegio: non era certo quello di Ulisse, ma regalava soddisfazioni! Nel 1985, l’anno della nevicata del secolo, invece, mio padre costruì uno slittino, ma a Spilamberto non c’è una salita nemmeno a pagarla oro e noi ci accontentammo di una piccola rampa lunga poco più di 6 metri, che facemmo almeno una decina di volte. Quello stesso anno traslocammo e conobbi altri bambini, tra cui Alessandro: dopo 30 anni siamo ancora ottimi amici. Di quegli anni di scuola ricordo in particolare un episodio: quando mia nonna venne in classe a raccontare i tempi del fascismo e di come le parole di nonna fossero incredibilmente sicure e determinate, con un piglio che normalmente non aveva».
«Dopo aver imparato a leggere ricordo che mi innamorai … dei fumetti. Leggevo qualunque cosa, bastava avesse un baloon. Amavo le Sturmtruppen con il loro tedesco strano e biascicato, che mia madre leggeva ridendo di gusto. Col senno di poi ho capito che molte delle battute di Bonvi erano molto distanti dalla mia interpretazione, ma l'assurdità di quei personaggi era irresistibile».

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«Siamo tornati al periodo delle medie – conclude – quando, oltre al teatro, scoprii il fascino dei giochi di ruolo o da tavolo, capolavori di game design o di narrazione collettiva in cui i dadi guidano il destino dei personaggi. E anche che raccontare storie mi dava una soddisfazione incredibile tanto che già allora coinvolsi diversi amici del mio quartiere a trovarci ogni settimana. Ecco, nascono da lì i semi che poi mi hanno portato alla scuola di improvvisazione teatrale di Modena e all’incontro con insegnanti e maestri eccezionali come Luca Giuliano, professore dell'Università La Sapienza di Roma che nel 1995 creò "On Stage!", un gioco di ruolo dal vivo che riusciva ad essere una scuola di teatro vera e proprio e Lorenzo Trenti, tra i massimi esperti in Italia di gioco di ruolo di narrazione, oltre che uno dei più conosciuti autori di testi per cene con delitto, fino a Cicuta e Play Res. E adesso sipario (per il momento)». Info: http://cicuta.org/
Monica Tappa

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