Il Polo dell’immagine è... donna
Sono 4 le candidate alla direzione del nuovo S. Agostino, che intanto incassa il plauso di Pd e Mdp
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La nuova era culturale, presente e futura, che sta interessando la città in questi ultimi tempi è nel segno delle donne. Dopo le nomine dei mesi scorsi alla direzione delle Gallerie Estensi - Martina Bagnoli - e alle cento biblioteche del provincia, dove si è posizionata Debora Dameri, ora è la volta di un’altra signora alla neonata Fondazione Modena arti visive.
L’ente che riunisce Galleria civica d’arte contemporanea, Fondazione Foto e Museo della figurina avrà lo spazio più importante del Sant’Agostino restaurato e nelle prossime settimane finalmente anche il nuovo direttore. Appunto una donna, scelta dal nuovo consiglio di amministrazione dell’ente al quale una commissione di esperti ha proposto quattro esperte d’arte.
Si tratta di Diana Baldon, di origini padovane, della veneziana Maria Chiara Bertola e delle curatrici lombarde Ilaria Ester Bonacossa e Caterina Riva. Tutte studiose dal corposo curriculum arricchito, quasi in tutti i casi, da esperienze estere.
Dalla “rosa” uscirà dunque probabilmente una figura utile per dirigere l’annunciato nuovo polo dell’immagine contemporanea che avrà alle sue dipendenze collezioni fotografiche, grafiche e figurative di notevole pregio. Ma anche un compito particolarmente gravoso poiché nei prossimi anni - visto che il cantiere del Sant’Agostino dovrebbe partire solo a fine 2017 la nuova responsabile non avrà a disposizione il “prestigioso” contenitore settecentesco restaurato.
Nonostante l’entusiasmo del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del presidente della Fondazione Cassa di risparmio Paolo Cavicchioli (79 milioni sui 110 previsti per il nuovo polo S.Agostino-Palazzo dei Musei- ex ospedale Estense sono infatti “suoi”) infatti l’ex ospedale di piazza Sant’Agostino è ancora al di là dall’essere pronto.
Contemporaneamente prosegue il “cantiere” della nuova fondazione mista Comune-Fondazione che verrà legalmente costituita nelle prossime settimane. Presto il Consiglio comunale voterà il nuovo statuto e poi si procederà alla nomina del cda entro maggio. Non è secondario in tutto ciò la gestione degli spazi culturali. In attesa appunto sia pronto il Sant’Agostino, dove la Fondazione arti visive sostituisce l’abortito “Polo bibliotecario”, il nuovo direttore usufrirà di Palazzo Santa Margherita, di parte di Palazzo Montecuccoli, dell’ex Fotomuseo di via Giardini, della Palazzina dei Giardini Ducali, del Foro Boario e del Mata. La fondazione al S.Agostino avrà 2mila metri quadrati e altri 1500 il museo della figurina mentre nel mega cortile delle Tenaglie (coperto) ci sarà l’atrio con piccola parte del patrimonio librario dell’Estense. Intanto arrivano i commenti - di segno positivo - del Pd e di Articolo 1-Mdp. Il segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi e la capogruppo Pd in Consiglio comunale Grazia Baracchi parlano di «Progetto all’altezza delle ambizioni della città e questo anche grazie al coinvolgimento del Consiglio comunale e delle commissioni. Il grande progetto di un Polo culturale da realizzarsi tra S.Agostino, ospedale Estense e Palazzo dei musei è in grado di intrecciare le radici del nostro passato a un futuro ricco di opportunità». Spiega una nota di Articolo 1 – MDP: «Il Sant’Agostino è una straordinaria opportunità per la città che richiederà l’impegno di tutti per ottenere il successo che merita. Bisogna dare atto a sindaco e amministrazione di aver avuto il coraggio di fare cambiamenti sostanziali al progetto precedente bocciato dal Tar e di aver avuto l’umiltà di ammetterne le oggettive debolezze». Restano da chiarire numerose questioni. Che ruolo avrà l’attuale direttore di Fondazione Foto Filippo Maggia e soprattutto: il vecchio “vestito” progettuale di Gae Aulenti nato per ospitare le biblioteche Estensi e Poletti sarà funzionale anche per i nuovi spazi così come sono stati assegnati in questi giorni?
Stefano Luppi
L’ente che riunisce Galleria civica d’arte contemporanea, Fondazione Foto e Museo della figurina avrà lo spazio più importante del Sant’Agostino restaurato e nelle prossime settimane finalmente anche il nuovo direttore. Appunto una donna, scelta dal nuovo consiglio di amministrazione dell’ente al quale una commissione di esperti ha proposto quattro esperte d’arte.
Si tratta di Diana Baldon, di origini padovane, della veneziana Maria Chiara Bertola e delle curatrici lombarde Ilaria Ester Bonacossa e Caterina Riva. Tutte studiose dal corposo curriculum arricchito, quasi in tutti i casi, da esperienze estere.
Dalla “rosa” uscirà dunque probabilmente una figura utile per dirigere l’annunciato nuovo polo dell’immagine contemporanea che avrà alle sue dipendenze collezioni fotografiche, grafiche e figurative di notevole pregio. Ma anche un compito particolarmente gravoso poiché nei prossimi anni - visto che il cantiere del Sant’Agostino dovrebbe partire solo a fine 2017 la nuova responsabile non avrà a disposizione il “prestigioso” contenitore settecentesco restaurato.
Nonostante l’entusiasmo del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del presidente della Fondazione Cassa di risparmio Paolo Cavicchioli (79 milioni sui 110 previsti per il nuovo polo S.Agostino-Palazzo dei Musei- ex ospedale Estense sono infatti “suoi”) infatti l’ex ospedale di piazza Sant’Agostino è ancora al di là dall’essere pronto.
Contemporaneamente prosegue il “cantiere” della nuova fondazione mista Comune-Fondazione che verrà legalmente costituita nelle prossime settimane. Presto il Consiglio comunale voterà il nuovo statuto e poi si procederà alla nomina del cda entro maggio. Non è secondario in tutto ciò la gestione degli spazi culturali. In attesa appunto sia pronto il Sant’Agostino, dove la Fondazione arti visive sostituisce l’abortito “Polo bibliotecario”, il nuovo direttore usufrirà di Palazzo Santa Margherita, di parte di Palazzo Montecuccoli, dell’ex Fotomuseo di via Giardini, della Palazzina dei Giardini Ducali, del Foro Boario e del Mata. La fondazione al S.Agostino avrà 2mila metri quadrati e altri 1500 il museo della figurina mentre nel mega cortile delle Tenaglie (coperto) ci sarà l’atrio con piccola parte del patrimonio librario dell’Estense. Intanto arrivano i commenti - di segno positivo - del Pd e di Articolo 1-Mdp. Il segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi e la capogruppo Pd in Consiglio comunale Grazia Baracchi parlano di «Progetto all’altezza delle ambizioni della città e questo anche grazie al coinvolgimento del Consiglio comunale e delle commissioni. Il grande progetto di un Polo culturale da realizzarsi tra S.Agostino, ospedale Estense e Palazzo dei musei è in grado di intrecciare le radici del nostro passato a un futuro ricco di opportunità». Spiega una nota di Articolo 1 – MDP: «Il Sant’Agostino è una straordinaria opportunità per la città che richiederà l’impegno di tutti per ottenere il successo che merita. Bisogna dare atto a sindaco e amministrazione di aver avuto il coraggio di fare cambiamenti sostanziali al progetto precedente bocciato dal Tar e di aver avuto l’umiltà di ammetterne le oggettive debolezze». Restano da chiarire numerose questioni. Che ruolo avrà l’attuale direttore di Fondazione Foto Filippo Maggia e soprattutto: il vecchio “vestito” progettuale di Gae Aulenti nato per ospitare le biblioteche Estensi e Poletti sarà funzionale anche per i nuovi spazi così come sono stati assegnati in questi giorni?
Stefano Luppi
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