Intercettazioni Consip, ombre anche sull’inchiesta Cpl a Ischia
Un ufficiale di punta del Repartooperativo del Noe, un “segugio”, passato in breve tempo dalle indagini tipiche di una piccola realtà - quella di Scafati, nel salernitano - alle grandi inchieste su...
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Un ufficiale di punta del Reparto
operativo del Noe, un “segugio”, passato in breve tempo dalle indagini tipiche di una piccola realtà - quella di Scafati, nel salernitano - alle grandi inchieste su appalti e politica. Il capitano Gianpaolo Scafarto, 44 anni, campano, vice-comandante dei Noe campani, è il carabiniere finito nella bufera perché sospettato di aver falsificato le carte dell’inchiesta Consip “forzando” le accuse nei confronti della famiglia Renzi. Ma il militare è anche tra gli investigatori che hanno guidato l’inchiesta dei Noe che hanno trovolto la Cpl di Roberto Casari per l’affare della metanizzazione di Ischia. E quanto accaduto con il padre di Renzi - secondo l’accusa dei pm ci sarebbe stata la manipolazione di un’intercettazione - fa correre la memoria al corposo faldone elaborato dai carabinieri nell’inchiesta che ha coinvolto, e per i quali sono a processo, tutti gli ex vertici della cooperativa di Concordia. Anche in quell’indagine furono numerose le intercettazioni ambientali e telefoniche seguite dal reparto dell’Arma, e sulle quali ora cala un velo di perplessità. Ciò che è avvenuto per il caso Consip è accaduto anche nell’inchiesta Cpl? Dubbi legittimi, che alcuni avvocati della difesa hanno sollevato e che solleveranno ufficialmente in Aula, in tribunale a Modena, nel corso della prossima udienza. Spetterà alla corte valutare se le intercettazioni vadano completamente rianalizzate e riascoltate, se non possano essere più usate come fonte di prova o se quanto avvenuto nella vicenda Consip nulla c’entri con il processo sugli storici dirigenti della Cpl.
operativo del Noe, un “segugio”, passato in breve tempo dalle indagini tipiche di una piccola realtà - quella di Scafati, nel salernitano - alle grandi inchieste su appalti e politica. Il capitano Gianpaolo Scafarto, 44 anni, campano, vice-comandante dei Noe campani, è il carabiniere finito nella bufera perché sospettato di aver falsificato le carte dell’inchiesta Consip “forzando” le accuse nei confronti della famiglia Renzi. Ma il militare è anche tra gli investigatori che hanno guidato l’inchiesta dei Noe che hanno trovolto la Cpl di Roberto Casari per l’affare della metanizzazione di Ischia. E quanto accaduto con il padre di Renzi - secondo l’accusa dei pm ci sarebbe stata la manipolazione di un’intercettazione - fa correre la memoria al corposo faldone elaborato dai carabinieri nell’inchiesta che ha coinvolto, e per i quali sono a processo, tutti gli ex vertici della cooperativa di Concordia. Anche in quell’indagine furono numerose le intercettazioni ambientali e telefoniche seguite dal reparto dell’Arma, e sulle quali ora cala un velo di perplessità. Ciò che è avvenuto per il caso Consip è accaduto anche nell’inchiesta Cpl? Dubbi legittimi, che alcuni avvocati della difesa hanno sollevato e che solleveranno ufficialmente in Aula, in tribunale a Modena, nel corso della prossima udienza. Spetterà alla corte valutare se le intercettazioni vadano completamente rianalizzate e riascoltate, se non possano essere più usate come fonte di prova o se quanto avvenuto nella vicenda Consip nulla c’entri con il processo sugli storici dirigenti della Cpl.
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