Potenziati i controlli sulle emissioni in zona Madonnina
Incontro assessori-rappresentanti del Comitato RespiriaMo avviata una fase di monitoraggio e non solo sulle Fonderie
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«Le emissioni odorigene sono le prime da aggredire». Così Giulio Guerzoni, assessore all’Ambiente, garantisce i rappresentanti dei genitori di due scuole della Madonnina. L’incontro si è tenuto ieri nel giardino dell’asilo nido Barchetta parte dalle Fonderie cooperative, e non è mancato un colpo di scena.
«Pensiamo che questa zona possa risentire anche degli odori della Safim - spiega l’assessore - per cui non la stiamo trattando diversamente». In mattinata c’era stato un incontro con l’assessorato, tecnici dell’Agenzia ambientale regionale, dell’Azienda sanitaria locale e della proprietà delle Fonderie. «Sono stati definiti interventi sull’abbattimento degli odori - spiega Guerzoni - e sui tamponamenti nei luoghi di lavoro, sulle infrastrutture della fabbrica, sul sistema di processo e di produzione. C’è tutto verbalizzato, tra quindici giorni ci rincontreremo». «Gli interventi sono scadenzati?», chiede Leonardo Nardino del comitato. «Alcuni sì, altri no - risponde Guerzoni - perché si devono fare a impianto spento». Chiara Costetti, mamma e legale del comitato RespiriaMO aria pulita - Modena, pone domande tecniche. «Oltre al problema degli odori ci sono le polveri - sostiene Costetti - perché chi si trova entro cinque chilometri dalla fonderia non sente l’odore ed è un bene, ma non c’è soltanto quello. Vedendo l’autorizzazione integrata ambientale, ci sono in determinate concentrazioni diossine, formaldeide, nichel eccetera. Potrebbe essere utile che ai tavoli partecipasse qualcuno del comitato. Noi vogliamo dei monitor o una sonda: ce ne sono di diversi tipi, all’inceneritore c’è già». «Sono gli stessi materiali che ci sono in casa - replica Guerzoni - ma le questioni tecniche devono avere una risposta tecnica. Credo fermamente in quanto detto da Arpae e Ausl. Comprendo benissimo l’istanza legittima che voi fate, ma abbiate fiducia nell’Arpae e nell’Ausl». «Controlli per il 2% dei giorni in un anno non ci basta - replica Costetti, che ha domandato l’accesso agli atti in veste di legale - ed è giusto che i cittadini mettano in discussione le pubbliche amministrazioni. Per questo c’è il Tribunale amministrativo regionale». «Arpae e Ausl risponderanno in modo puntuale», replica l’assessore Guerzoni, il quale ribadisce che nel 2022 le Fonderie andranno via. Tra le novità, «la richiesta di un tavolo istituzionale di tutte le sigle sindacali per discutere sull’argomento», come ricordato da Guerzoni. «Vogliamo partecipare agli incontri con un tecnico certificato», richiede Costetti. «Chiederemo se è possibile», risponde l’assessore. Costetti domanda poi a Gianpietro Cavazza, assessore alla Scuola, se è d’accordo sul fatto di tenere gli studenti in aula quando si percepiscono gli odori. «Mi occupo di politica - replica il vicesindaco - e la politica dice che decidono le coordinatrici pedagogiche». «Nessun procurato allarme, quindi?», domanda l’avvocato a Guerzoni. «Nessuna ingiuria nelle parole», replica l’assessore, spiegando che la frase nell’assemblea pubblica era dettata da «adrenalina».
Gabriele Farina
«Pensiamo che questa zona possa risentire anche degli odori della Safim - spiega l’assessore - per cui non la stiamo trattando diversamente». In mattinata c’era stato un incontro con l’assessorato, tecnici dell’Agenzia ambientale regionale, dell’Azienda sanitaria locale e della proprietà delle Fonderie. «Sono stati definiti interventi sull’abbattimento degli odori - spiega Guerzoni - e sui tamponamenti nei luoghi di lavoro, sulle infrastrutture della fabbrica, sul sistema di processo e di produzione. C’è tutto verbalizzato, tra quindici giorni ci rincontreremo». «Gli interventi sono scadenzati?», chiede Leonardo Nardino del comitato. «Alcuni sì, altri no - risponde Guerzoni - perché si devono fare a impianto spento». Chiara Costetti, mamma e legale del comitato RespiriaMO aria pulita - Modena, pone domande tecniche. «Oltre al problema degli odori ci sono le polveri - sostiene Costetti - perché chi si trova entro cinque chilometri dalla fonderia non sente l’odore ed è un bene, ma non c’è soltanto quello. Vedendo l’autorizzazione integrata ambientale, ci sono in determinate concentrazioni diossine, formaldeide, nichel eccetera. Potrebbe essere utile che ai tavoli partecipasse qualcuno del comitato. Noi vogliamo dei monitor o una sonda: ce ne sono di diversi tipi, all’inceneritore c’è già». «Sono gli stessi materiali che ci sono in casa - replica Guerzoni - ma le questioni tecniche devono avere una risposta tecnica. Credo fermamente in quanto detto da Arpae e Ausl. Comprendo benissimo l’istanza legittima che voi fate, ma abbiate fiducia nell’Arpae e nell’Ausl». «Controlli per il 2% dei giorni in un anno non ci basta - replica Costetti, che ha domandato l’accesso agli atti in veste di legale - ed è giusto che i cittadini mettano in discussione le pubbliche amministrazioni. Per questo c’è il Tribunale amministrativo regionale». «Arpae e Ausl risponderanno in modo puntuale», replica l’assessore Guerzoni, il quale ribadisce che nel 2022 le Fonderie andranno via. Tra le novità, «la richiesta di un tavolo istituzionale di tutte le sigle sindacali per discutere sull’argomento», come ricordato da Guerzoni. «Vogliamo partecipare agli incontri con un tecnico certificato», richiede Costetti. «Chiederemo se è possibile», risponde l’assessore. Costetti domanda poi a Gianpietro Cavazza, assessore alla Scuola, se è d’accordo sul fatto di tenere gli studenti in aula quando si percepiscono gli odori. «Mi occupo di politica - replica il vicesindaco - e la politica dice che decidono le coordinatrici pedagogiche». «Nessun procurato allarme, quindi?», domanda l’avvocato a Guerzoni. «Nessuna ingiuria nelle parole», replica l’assessore, spiegando che la frase nell’assemblea pubblica era dettata da «adrenalina».
Gabriele Farina
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