«Questa storia non poteva restare in un cassetto»
«La vicenda di Maria - spiega l’editore Carlo Bonacini - appartiene alle storie che non possono essere chiuse in un cassetto, alle vicende umane che scaldano il cuore di chi, come me, ama le voci...
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«La vicenda di Maria - spiega l’editore Carlo Bonacini - appartiene alle storie che non possono essere chiuse in un cassetto, alle vicende umane che scaldano il cuore di chi, come me, ama le voci forti». Così l’editore racconta la nascita del libro di Maria Ragazzi: “È Maria Letizia, la logopedista della struttura in cui Maria è degente, a raccontarmi la storia di questa professoressa in pensione, dell’incidente, della rinascita attraverso la scrittura, del desiderio di rende un libro quei milioni di pensieri racchiusi nei file”. La decisione di pubblicare il diario si fa strada. “Maria e io parliamo di persona alcune volte: queste conversazioni mi restituiscono l’immagine di una donna semplice, intelligente e dotata di una profonda ironia”. Bonaccini sperimenta anche il carattere battagliero di Maria: “Si arrabbia, ha le idee chiare, non accetta soluzioni che si distanzino dal diario che ha scritto. Per me il libro si può e si deve fare. Ma manca ancora qualcosa: una seconda voce che non si limiti alla curatela e a mettere ordine tra i pensieri di Maria, ma prenda per mano il lettore, e gli indichi la retta via tra gli abissi del dolore, i momenti di ironia, le manifestazioni della rabbia, il messaggio di speranza. Per questo libro devo trovare un moderno Virgilio che abbia la giusta sensibilità per affrontare il viaggio che Maria ed io stiamo proponendo ai lettori. Propongo in lettura i diari di Maria a diversi scrittori. Sul volto di uno di loro riscontro le emozioni che andavo cercando: il “mio” Virgilio è Gianni Ricci, scrittore, docente universitario, ma soprattutto padre di famiglia con una forte sensibilità per il mondo della disabilità e della sofferenza, una propensione che lo rende capace di continue “incursioni” tra le pagine della vita di Maria con garbo e leggerezza. Nascono così le pillole, piccole storie scritte da Gianni Ricci che fioriscono tra le pagine del diario per fare arrivare ancora più lontano la voce di Maria”.
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