Gazzetta di Modena

Modena

Salta il colpo della banca del buco 

di Stefano Totaro
Salta il colpo della banca del buco 

Banditi armati all’interno, arrivano le impiegate per aprire, si accorgono di loro e danno l’allarme

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I rapinatori avevano studiato il colpo nei minimi particolari, tagliando inferriate, iniziando i lavori qualche giorno prima, facendo un buco nel muro della banca per poi entrare eludendo i sistemi d’allarme. Ma non avevano fatto i conti con la capacità reattiva, la prontezza quasi istintiva di due giovani impiegate che, vedendoli all'interno della banca, non ci hanno pensato due volte: sono uscite immediatamente dalla filiale, sono scappate alla vista di quel bandito armato e hanno dato l’allarme alle forze dell’ordine. E ai banditi, a questo punto, che attendevano da tempo il personale proprio per potere entrare in azione facendosi aprire casse e casseforti, non è rimasta che la fuga e il rammarico di essere stati troppo precipitosi, facendosi subito notare all’interno.
Tentata rapina della banca del buco ieri mattina in viale Storchi dove la filiale del Credem è finita nel mirino di alcuni banditi, due in azione all’interno e un terzo o anche un quarto all’esterno, a fare da palo. Tutto ha inizio ieri quando verso le 8, puntuali come sempre, arrivano al lavoro due impiegate della filiale del Credem. Insieme entrano dall’ingresso principale, quello da cui entrano anche i clienti: qualche passo poi la “frontiera” della porta girevole di sicurezza. Le impiegate l’azionano, vi entrano e sono così all’interno della banca. Subito, come hanno spiegato ai militari dell’Arma, le due donne si accorgono che c’è qualcosa che non va, sentono qualche rumore poi, dopo pochi secondi, vedono una presenza in un ufficio. Anche i banditi si accorgono che all’interno è entrato qualcuno. E uno di questi, col volto incappucciato, aitante, alto almeno un metro e ottanta, si precipita verso le due donne impugnando una pistola. Grida loro di fermarsi, di stare ferme e corre loro incontro. Parla in italiano, probabilmente è italiano.
Le due ragazze sono atterrite ma non si bloccano. Alle loro spalle c’è il “tornello”, c’è quella porta girevole che costituisce la loro unica chance: reagiscono, scappano, si infilano dentro alla porta girevole, i tempo del meccanismo automatico e sono fuori. La banca è chiusa, loro sono fuori. E corrono via, percorrono la parte che separa l’ingresso della banca da viale Storchi, arrivano sul viale ed entrano nella vicina tabaccheria. E dicono al tabaccaio di chiudere, che c’è un a rapina. Come riferisce lo stesso esercente, le due ragazze erano sconvolte, una piangeva. Intanto parte la chiamata alle forze dell’ordine. La zona è di competenza dei carabinieri che arrivano in gran forze. Si piazzano sia davanti alla filiale che sul retro, dove c’è via Cavo Cerca. La speranza è che i malviventi siano ancora all’interno della banca. Nella rapidissima ispezione si accorgono dell’esiguo passaggio a lato della filiale, tra il muro dello stabile accanto e quello della banca. Si infilano e trovano il buco nella parete che i banditi avevano praticato per penetrare all’interno della filiale. E entrano in azione: armati, protetti dai giubbotti antiproiettile, i carabinieri usano il passaggio creato dai ladri e fanno irruzione. Ma i malviventi, dopo la reazione delle dipendenti, avevano capito che per loro il tempo della rapina era scaduto e si erano dati alla fuga, uscendo dal buco e scappando dal retro. Scattano le indagini: Scientifica per rilevare le impronte all’interno, telecamere interne da visionare e scrupolosi accertanti lungo tutto il perimetro. Nel retro è stato scoperto il passaggio: i banditi avevano segato parte della ringhiera in ferro per raggiungere il muro laterale.
Un passaggio quasi invisibile perché coperto dalla vegetazione. Poi, forse in più giorni, hanno creato il buco, a martellate, picconate, portando via i calcinacci, alcuni nascondendoli sempre nella vegetazione. Un furgone era stato notato passare nel retro qualche giorno prima. Al setaccio anche le telecamere di privati. Particolare da chiarire: nessun allarme è partito dalla banca.

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