Nonantola, trovano cinquemila euro tra due camicie usate
di Patrizia Cantusci
Nonantola, l’insolito recupero è avvenuto al Centro del riuso all’isola ecologica L’associazione “Niente di nuovo”: «Erano in banconote da 500 in uno scatolone»
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NONANTOLA. «Non avevo mai visto una banconota da 500 euro. In un primo momento ci ha persino colto il dubbio che fossero false…». A raccontare l’episodio è Maria Guazzaloca, presidente della associazione “Niente di Nuovo” di Nonantola. Cinquemila euro e una ricevuta bancaria: strette tra loro con un elastico e posizionate tra due delle camicie da uomo contenute in uno scatolone di abiti usati. Questo è stato il ritrovamento che martedì scorso ha fatto la signora Enrica Nasi, volontaria della associazione onlus “Niente di Nuovo”, nell’ isola ecologica di via Valluzza. Una somma consistente, che avrebbe potuto fare gola a chiunque, ma che è stata regolarmente portata allo scoperto dagli associati che hanno così testimoniato il senso civico del gruppo in cui operano.
Tra le finalità dell’associazione c’è la gestione del Centro del riuso, ufficio comunale nato nel 2014 che si occupa della raccolta degli oggetti che i nonantolani non usano più.
La struttura di “Niente di Nuovo” occupa 100 metri quadri coperti e un’area scoperta dove i nonantolani lasciano elettrodomestici, giocattoli, strumenti, biciclette e molto altro. La vendita degli oggetti serve per il finanziamento di progetti ambientali e progetti di pubblica utilità. Tra le cose che vengono consegnate ai volontari ci sono però anche abiti e biancheria per la casa. Sabato scorso le consegne sono state numerose, forse più di altri giorni, ricordano i volontari, e tra quelle c’era anche uno scatolone. «Conteneva abiti da uomo, per lo più camicie - racconta il presidente Maria Guazzaloca - Solo martedì mattina la nostra volontaria Enrica Nasi è riuscita a mettersi all’opera provvedendo ad aprire, catalogare e smistare ogni contenuto dato che facciamo una cernita minuziosa di tutto ciò che ci viene consegnato. Ad un certo punto, in mezzo a quegli indumenti, Enrica ha avvertito la presenza di un oggetto. Si trattava di banconote. Stavano tra due camicie ed erano legate con un elastico alla ricevuta di uno sportello bancario di Nonantola, la San Geminiano e San Prospero. Lì per lì abbiamo pensato che quelle dieci banconote in taglio da 500 euro fossero false. Di sicuro c’era un solo dato: che non avremmo saputo come risalire a chi quel pacco lo aveva consegnato in sede. Sabato scorso c’è stato caos. Sono venute numerose persone. Arrivavano, scaricavano qui davanti, andavano via. Trovare quella persona specifica sarebbe stato del tutto impossibile. Il denaro? Lo abbiamo consegnato ai carabinieri. Siamo andate insieme, Enrica ed io, alla stazione dell’Arma per sporgere denuncia di quanto abbiamo trovato».
Tra le finalità dell’associazione c’è la gestione del Centro del riuso, ufficio comunale nato nel 2014 che si occupa della raccolta degli oggetti che i nonantolani non usano più.
La struttura di “Niente di Nuovo” occupa 100 metri quadri coperti e un’area scoperta dove i nonantolani lasciano elettrodomestici, giocattoli, strumenti, biciclette e molto altro. La vendita degli oggetti serve per il finanziamento di progetti ambientali e progetti di pubblica utilità. Tra le cose che vengono consegnate ai volontari ci sono però anche abiti e biancheria per la casa. Sabato scorso le consegne sono state numerose, forse più di altri giorni, ricordano i volontari, e tra quelle c’era anche uno scatolone. «Conteneva abiti da uomo, per lo più camicie - racconta il presidente Maria Guazzaloca - Solo martedì mattina la nostra volontaria Enrica Nasi è riuscita a mettersi all’opera provvedendo ad aprire, catalogare e smistare ogni contenuto dato che facciamo una cernita minuziosa di tutto ciò che ci viene consegnato. Ad un certo punto, in mezzo a quegli indumenti, Enrica ha avvertito la presenza di un oggetto. Si trattava di banconote. Stavano tra due camicie ed erano legate con un elastico alla ricevuta di uno sportello bancario di Nonantola, la San Geminiano e San Prospero. Lì per lì abbiamo pensato che quelle dieci banconote in taglio da 500 euro fossero false. Di sicuro c’era un solo dato: che non avremmo saputo come risalire a chi quel pacco lo aveva consegnato in sede. Sabato scorso c’è stato caos. Sono venute numerose persone. Arrivavano, scaricavano qui davanti, andavano via. Trovare quella persona specifica sarebbe stato del tutto impossibile. Il denaro? Lo abbiamo consegnato ai carabinieri. Siamo andate insieme, Enrica ed io, alla stazione dell’Arma per sporgere denuncia di quanto abbiamo trovato».
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