Gazzetta di Modena

Modena

Tutti correvano a riferire a Giovanardi 

di Francesco Dondi
Tutti correvano a riferire a Giovanardi 

Un importante funzionario della Prefettura, ascoltato dall’Antimafia sulle white list, si recò subito in ufficio dal senatore

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Due indagati, almeno altri quattro ascoltati come persone informate sui fatti - compreso l’allora Prefetto Michele Di Bari - e un nuovo tsunami che si abbatte sulla Prefettura di Modena. La gestione delle white list, le strategie per riammettere o tentare di riammettere importanti aziende del territorio e i rapporti con Carlo Giovanardi sono infatti il fulcro dell’inchiesta “Aemilia-ter”, coordinata dai magistrati della procura antimafia regionale e seguita dai carabinieri del Nucleo operativo di Modena. Il senatore è infatti considerato dagli investigatori “il fautore di una inspiegata azione politico-istituzionale”, che “ha certamente contribuito a inasprire gli animi e a creare una cortina di diffidenza e di pressioni sul Prefetto di Modena affinché procedesse a restituire il salvacondotto ai Bianchini”. È il caso, come ammetterà l’ex vice-prefetto Mario Ventura, ascoltato come persona informata sui fatti a fine gennaio 2015 e ora raggiunto da un avviso di garanzia, delle decine di telefonate fatte dal senatore a lui e al Prefetto Di Bari per perorare la causa dell’impresa sanfeliciana e della neonoata Ios di Alessandro Bianchini. I magistrati sono convinti che Giovanardi godesse di un canale privilegiato in viale Martiri tale da costringere - volenti o nolenti non è dato sapersi - i funzionari a chiedere a più riprese valutazioni alle forze dell’ordine sullo status della famiglie Bianchini. Addirittura c’è un interessamento diretto anche per organizzare un incontro diretto tra Alessandro Bianchini e il Prefetto dopo il rigetto dell’iscrizione in white list.
Ma non c’è soltanto Mario Ventura tra i riferimenti interni agli uffici modenesi dello Stato. Tra coloro che vennero ascoltati dai carabinieri risultano anche altri due storici funzionari, uno dei quali con incarichi di vertice. Venne sentito anche lui durante l’inchiesta portata avanti in gran segreto dalla Dda. E dopo aver evidentemente risposto alle sollecitazioni dei magistrati, cosa fece? Si recò subito nell’ufficio del senatore Giovanardi, evidentemente per riferirgli di quell’improvviso blitz. Perché l’aria in Prefettura si era fatta pesante, era chiaro che l’attenzione maniacale a certe situazioni imprenditoriali non era passata inosservata. Tant’è che il teorema accusatori dell’Antimafia vuole dimostrare come la Prefettura non fosse impermeabile alle interferenze esterne. Che altro non sono quelle del parlamentare modenese, l’unico, stando a quanto riferì Ventura ai tempi, ad aver tentato a più riprese di indirizzare le valutazioni di due Prefetti: Basile che escluse la F.lli Baraldi (successivamente riammessa dopo alcuni cambi societari) e la Bianchini Costruzioni prima di andarsene e Di Bari che affrontò la lunga questione della Ios con diverse richieste di rivalutazione della posizione inviate - inutilmente - a tutte le forze dell’ordine, carabinieri compresi.
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