Gazzetta di Modena

Modena

Dalla proposta  di Mario Botta alla gara di idee

Il restauro di piazza Mazzini ha una lunga storia perché parliamo di uno degli spazi pubblici più importanti del capoluogo geminiano. Alcuni anni fa, durante il primo mandato dell’ex sindaco Giorgio...

2 MINUTI DI LETTURA





Il restauro di piazza Mazzini ha una lunga storia perché parliamo di uno degli spazi pubblici più importanti del capoluogo geminiano. Alcuni anni fa, durante il primo mandato dell’ex sindaco Giorgio Pighi, si tentò di affidare i lavori per la riqualificazione a uno dei più noti architetti al mondo, Mario Botta. Era il tempo dell’ex assessore all’urbanistica Daniele Sitta che affidò allo svizzero anche i lavori alle piazze Mazzini e Roma. Com’è noto poi per Botta non se ne fece nulla e questi se ne andò con una parcella superiore ai 100mila euro per le sue “suggestioni architettoniche”. In piazza Mazzini appunto Botta pensava di realizzare una fontana in mattoni a filo con la via Emilia che sul retro avrebbe avuto un prato verde digradante verso la sinagoga. Ma era troppo e le polemiche si sprecarono lasciando passare ancora molti anni durante i quali l’ex diurno peggiorò la sua situazione. Alla nomina di Muzzarelli, nel 2014, si partì con le prime idee di riqualificazione dopo un percorso partecipato. Ma appunto serve l’ok della soprintendenza perché lo spazio sottostante, dove c’è qualche ricordo dell’ex diurno, è vincolato. Questi spazi sotterranei - anche se quello di Modena non è particolarmente ampio - stanno avendo un nuovo risalto al giorno d’oggi. Sono cambiate le funzioni, certo, ma si tratta pur sempre di luoghi interessi: quello di Milano, ad esempio, è stato realizzato negli anni ’20 da Piero Portaluppi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google