Gli ex poliziotti all’iper in missione antiborseggio
Nel giro di neanche dieci minuti hanno individuato cinque potenziali vittime di ladri borseggiatori, chi aveva lasciato il carrello incustodito, chi aveva il borsello aperto, chi un portafoglio che...
MODENA. Nel giro di neanche dieci minuti hanno individuato cinque potenziali vittime di ladri borseggiatori, chi aveva lasciato il carrello incustodito, chi aveva il borsello aperto, chi un portafoglio che sporgeva troppo dalla tasca posteriore. Poi il classico dei classici: la signora con la borsa appoggiata all’interno del carrello della spesa.
E con fare gentile, con tono professionale ed esempi coinvolgenti i due “inviati per la sicurezza”, forti della loro pluridecennale esperienza nella polizia, hanno spiegato a queste persone che... così non si fa. «Signora, siamo volontari di polizia, dell’Anps, lo sa che il suo portafoglio potrebbe non esserci più? Se lei lascia la borsa aperta e cammina spingendo il carrello, un ladro la affianca e in men che non si dica allunga la mano, fruga, prende quello che deve prendere e lei forse se ne accorge quando arriva a casa».
La signora ascolta, d'istinto chiude la cerniera della borsa e se la mette a tracolla, non la porta più a mano oppure la toglie dal comodo ripiano del carrello. È la missione pomeridiana di due vecchie glorie della polizia modenese, Antonio e Cosimo, un tempo sempre in azione sulle strade della nostra città, ora colonne portanti dell’Anps, Associazione nazionale della polizia di Stato, perché, dicono, “la polizia ti rimane nel sangue”: le loro “ronde” ora son o all’interno degli iper e supermercati, davanti alle scuole dove approdano le ondate di genitori, nelle polisportive o nei circoli. Vanno in luoghi frequentati, di aggregazione, per insegnare a tutti, giovani ed anziani, a proteggersi dai borseggiatori, dai truffatori, dagli scippatori. Una lotta alla microcriminalità che passa anche e soprattutto dalla prevenzione: ieri pomeriggio i due volontari erano all’interno del GrandEmilia e nel loro peregrinare in galleria hanno avuto parecchie occasioni per dispensare i loro consigli. «A volte ci scansano - dicono- nonostante indossiamo la pettorina colorata col nome dell'associazione e la scritta in grande sulle spalle “volontari di polizia” perché pensano che siamo dei piazzisti, che vogliamo vendere loro qualcosa. Ma quasi sempre le persone che ci ascoltano alla fine ringraziano perché non facciamo che evidenziare loro gli errori che stanno commettendo».
Una ragazza stava effettuando una operazione ad uno sportello automatico per una ordinazione, aveva la borsa aperta, il portafoglio pure quello tenuto aperto in una mano mentre con l’altra digitava sul macchinario: non è certo prudente, chi è malintenzionato può agire su più fronti.
E all’esterno: «Mai lasciare la borsa sul sedile dell’auto per caricare la spesa nel baule- dicono i due volontari - e quando si cammina per strada, portare la borsetta a tracolla e sul lato verso il muro, mai sul lato che da sulla strada». Due giovanissimi ascoltano e fanno tesoro delle “mosse strategiche”, una signora chiacchiera con un’amica da un lato della panchina in mezzo alla galleria e dall’altro lato c’è il suo cellulare in carica. L’invito a rubare il telefono viene fatto notare e la signora ricompone al meglio la sua sosta. Il loro impegno è una delle tessere di un mosaico più ampio, organizzato dall’amministrazione comunale e dalla prefettura e che si basa sull’aiuto dei volontari della polizia e dei volontari dei carabinieri ma anche di altri gruppi di volontari esperti nell’ordine pubblico. Tutto questo a supporto del servizio “Non più soli”, ovvero la possibilità di accedere ad un fondo specifico per i risarcimenti in caso di furto, ad esempio le spese per rifare i documenti rubati o per cambiare una serratura. In questi primi mesi dell’anno sono già 50 le domande per un importo complessivo di 6mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
