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Il fronte “no triv” si allarga La Regione rassicura tutti 

di Serena Arbizzi
Il fronte “no triv” si allarga La Regione rassicura tutti 

Sinistra Italiana, Verdi e consiglieri comunali preoccupati per i sondaggi Ma Bologna è tranquilla: «Si tratta soltanto di uno studio, non ci saranno pozzi»

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Un’interrogazione da parte del parlamentare di Sinistra Italiana Giovanni Paglia al ministro dell’Ambiente per chiedere “se non sia il caso di revocare il permesso, anche in ordine alle prossime ed eventuali nuove procedure di Valutazione d’impatto ambientale e di concessione mineraria” per quanto riguarda l’area “Fantozza”. È stata depositata ieri dopo lo sblocco della concessione alla società Aleanna sulla ricerca di idrocarburi nell’area che ricomprende Carpi, in particolare le valli tra Budrione e Fossoli e paesi della Bassa reggiana. L’interrogazione si inserisce nella massiccia campagna si Sinistra Italiana contro le trivelle e inevitabilmente si affiancherà alla petizione lanciata dai cittadini, che vivono fra Carpi e la Bassa, per dire no alle ricerche di idrocarburi. Ma le due strategie non sono le sole perché anche i Verdi di Carpi si oppongono allo sblocco della concessione.
«Anche se si tratta di una fase preliminare di monitoraggio - sottolinea Andrea Artioli - noi siamo contrari. L’obiettivo dev’essere quello di superare le energie fossili a favore di quelle rinnovabili. Inutile, inoltre, parlare di manovre contro l’inquinamento se poi si dà vita a meccanismi che lo creano…».
Tra gli agricoltori che si stanno documentando per cercare di capire cosa succederà sul loro territorio c’è Giovanni Salvarani, anche in veste di consigliere comunale: i suoi terreni sorgono proprio sul confine tra Rio Saliceto e Carpi e quindi l’interesse istituzionale si affianca a quello occupazionale.
«Ho presentato un’interrogazione in Consiglio comunale a Rio Saliceto per capire cosa succederà - dice Salvarani - Siamo stati i primi ad attivarci sulla questione su sollecitazione di Coldiretti per fare luce sulla questione. Sono stato informato di quello che si prospetta nell’area “Fantozza” proprio durante un incontro con l’associazione di categoria. Visto che si tratta di una zona altamente sismica ci preme essere rassicurati sul fatto che le operazioni di sondaggio non abbiano conseguenze dal punto di vista geologico».
Sul caso interviene anche la Regione con una lunga specifica in cui si precisa che il permesso di ricerca “ha ottenuto l’intesa regionale lo scorso settembre, limitatamente al solo studio geologico e geofisico del terreno. Tale studio, che riguarda un’area di circa 14 chilometri quadrati, è stato giudicato dal punto di vista ambientale compatibile ed è comunque subordinato al rispetto di una serie di prescrizioni attinenti l’indagine sismica. Lo studio in questione fa registrare le onde di vibrazioni che vengono rifratte dai diversi stati geologici, il cui esito non solo esclude scientificamente qualsiasi pericolo ma potrebbe contribuire a portare elementi utili nella fase di studio della struttura geologica del sottosuolo».

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