Le Iene a Modena: «Circolo o un bordello?»
Servizio su locale modenese. I legali: "Riprese non autorizzate, faremo denuncia"
MODENA. Metti dieci ragazze giovani vestite in modo succinto in un circolo privato. Metti che chiedano dieci euro per bere stando dieci minuti sedute con il cliente sul divanetto. E metti che a un certo punto propongano di andare “in paradiso” per cento euro ogni dieci minuti. Di che locale si tratta?
Se lo sono chiesti gli autori delle Iene che hanno inviato a Modena nel circolo privato - in città ma non si sa quale - Veronica Ruggeri e due collaboratori maschi che si sono finti clienti. Ma il locale non ci sta e i suoi legali stanno vagliando se denunciare le Iene.
Titolo del servizio andato in onda mercoledì sera: «Hanno riaperto i bordelli?» La domanda è legittima perché, se è vero che proliferano locali di questo genere in tutta Italia senza neanche più la scusa dell’intrattenimento, è anche vero che la Legge Merlin è tuttora in vigore e la prostituzione, per quanto accettata e tollerata, non si può praticare in locali chiusi che diventano “case chiuse”. Ma a Modena pare che non vada proprio così. Il servizio mostra il locale “d’intrattenimento” - in un documento esposto si nota anche ha avuto l’autorizzazione nel gennaio scorso - durante la sera prescelta per il blitz contiene una decina di ragazze: marocchine, nigeriane, rumene, bulgare ecc. Una di queste è incinta («Ma il mio ragazzo è Romania e non lo sa»), tutte da 21 ai 28 anni. Tutte dicono di essere lì per libera scelta e senza costrizioni o violenza. Meglio che lavorare per 450 euro al mese, dice una di Santo Domingo. O di una rumena che in patria lavorava per 200 euro quasi undici ore al giorno.
Fatto sta che per intrattenere il cliente associato - la tessera è di rigore - le ragazze bevono e ogni dieci minuti “si sganciano” 10 euro. Come in tutti i night. Ma a un certo punto scatta la proposta e si stringe fino al tariffario. Cento euro ogni dieci minuti. Tanto che un cliente dice che due drink e un incontro costano sui 250 euro. E i gestori? Il punto più interessante del servizio è questo. Padre e figlio se ne stanno da parete, uno al bar e l’altro in ufficio. Non sanno nulla di prostituzione. Quindi formalmente non c’è né induzione né favoreggiamento. I due non sono infatti indagati. E infatti vanno all’attacco. «Stiamo vagliando - dicono i legali, avvocati Luca Brezigar e Domenico Ippolito - di denunciare le Iene per le riprese non autorizzate in violazione della privacy del circolo»:
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