Modena, piazza Mazzini: nel diurno l’ipotesi di un deposito bici
È l’ipotesi che viene avanti, insieme a uno “showroom” delle eccellenze locali Intanto si è sempre in attesa delle decisioni della Soprintendenza circa i vincoli
MODENA. Dal progetto dell’archistar svizzera Mario Botta - autore anni fa, di un progetto assai controverso - alla realizzazione di un deposito delle biciclette. È una delle ipotesi che sta avanzando circa la possibilità di recuperare l’area sottostante la centralissima piazza Mazzini di Modena.
Come noto da mesi ci sono dei problemi nel portare a termine il progetto per la riqualificazione della superficie e del sottostante albergo diurno della centrale piazza Mazzini. Problemi legati ai ben noti vincoli della soprintendenza. L’ipotesi di recupero della piazza, seconda dopo quella ben riuscita di piazza Roma, è tra i punti fermi del programma di Gian Carlo Muzzarelli. Un lavoro anche economicamente non indifferente che vale oltre un milione di euro, già accantonato. Da anni si teorizzano ipotesi per uno dei luoghi simbolo di Modena, anche per la presenza della sinagoga.
Bene dopo mesi in cui si sono consultati i modenesi per capire quale strada prendere, si è arrrivati al punto fermo. Idee ce ne sono, ma c’è anche il vincolo della soprintendenza. In questi giorni ha iniziato a circolare un’ipotesi singolare, ma che sembra saldamente in campo. Visto i vincoli esistenti, che potrebbero bloccare la maggior parte delle idee su cui si ragionava, si starebbe pensando di utilizzare gli spazi dell’ex-diurno come deposito di biciclette. Una sorta di “Novi Park” per le due ruote, ironizza già qualcuno. Questo perché permetterebbe di lasciare intatti gli spazi dell’ex-diurno, trovando il modo di utilizzare i locali. Oltre a quella del deposito bicicletta, si starebbe anche ragionando su un non meglio specificato “showroom” per le eccellenze modenesi. Ipotesi di ripiego sulle quali in Comune, non si fanno certo salti di gioia. Ma tant’è questa è la situazione visto che, come noto da mesi, al momento lo sviluppo della riqualificazione dell’ex albergo sotterraneo è fermo a Roma dove la Soprintendenza di Bologna ha mandato le carte.
Il soprintendente Malnati mesi fa non se l’è sentita né di avallare il progetto comunale per i 500 metri sottoterra né di bocciare la riqualificazione. Deciderà appunto un organismo superiore del Ministero beni culturali, chiamato comitato di settore. Che però, ecco il cruccio del Comune, non sta dando alcuna risposta né positiva né negativa.
Al momento il Comune non ha dato il via - il sindaco Muzzarelli parlava di risolvere la vicenda, sopra e sotto, per il prossimo autunno - neppure alla riqualificazione della parte davanti alla sinagoga. Questa realizzazione spetta all’ente pubblico e a quanto pare sarebbe disgiunta dal parere del vincolato ex albergo diurno. Ma il Comune intende andare con i piedi di piombo sulla vicenda, anche perché qui c’è stato un percorso partecipato che ha individuato funzioni e idee sia per la superficie che per l’ex alberi. E servirà anche un nuovo arredo urbano. Ma il passa il tempo e l’ex diurno langue nel suo degrado. È stata la giunta Muzzarelli a tentare di mettere mano a questo degrado in pieno centro storico, visto che da decenni la situazione era ferma. Negli ultimi due anni i tecnici comunali hanno infatti ripulito lo spazio e tentato di salvare il salvabile. Ma ora occorre capire che farne, magari sforzandosi di andare un po’ al di là di un pur utile spazio per le bici.
Stefano Luppi
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