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Rapina e spari a Serramazzoni: il bandito è già a casa

di Daniele Montanari
Rapina e spari a Serramazzoni: il bandito è già a casa

Ferdinant Xhasana reo confesso del tentato colpo ai danni del tabaccaio Veroni è ai domiciliari dopo appena 40 giorni di carcere: passerà la Pasqua in famiglia

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SERRAMAZZONI. A casa a poco più di un mese da una tentata rapina a mano armata che ha sconvolto un paese e dopo essere stato arrestato con un’operazione ad alto rischio. Ha lasciato martedì il carcere di Modena Ferdinant Xhasana, il 40enne albanese reo confesso per l’episodio choc del 2 marzo a Serra, nella centralissima piazza Tasso. Verso le 19.40 scese da una Fiesta e, col volto nascosto da passamontagna, puntò una pistola a tamburo calibro 38 contro Luca Veroni, titolare della tabaccheria al 25 di via Roma che stava percorrendo a piedi i pochi metri dal negozio alla piazza per portare l’incasso nella cassa continua della Bper. “Fermo!” gli intimò con pistola sguainata, ma il tabaccaio, anziché farsi prendere dal panico, corse subito indietro mentre l’altro esplodeva tre colpi in aria nel tentativo di fermarlo, rincorrendolo poi invano. Veroni era già all’incrocio e poi nell’altra piazza, dove gridando “Aiuto aiuto, mi vogliono ammazzare!” trovò subito supporto e possibilità di chiamare i carabinieri. Ferdinant invece, visto che il colpo era fallito, abbandonò la Fiesta, risultata rubata, e salì su un’auto pulita preparata da un complice. Ma i carabinieri, sul posto da Serra e da Pavullo, trovarono subito elementi riconducibili a lui, a partire dal riscontro della Fiesta, che condusse a Vignola per il suo furto denunciato lì due settimane prima. E i carabinieri sapevano che a Vignola stava Xhasana, sospettato di decine di colpi in passato ma quasi sempre riuscito a cavarsela a processo. L’irruzione nel cuore della notte nel suo appartamento di via Plessi, guidata dallo stesso capitano Nicola Puccinelli, fu ad alto rischio, perché il bandito era armato. Ma venne colto di sorpresa. Davanti ai militari negò tutto, ma poi col giudice ritrattò, ammettendo di aver preso parte alla tentata rapina a mano armata, episodio senza precedenti in piazza a Serra. Non diede però mai elementi utili a risalire al complice (tuttora ricercato), anzi secondo i carabinieri tentò di depistare. In questo mesetto però in carcere si è comportato bene e, vista l’istanza presentata dal suo avvocato, il giudice ha deciso di concedergli i domiciliari effettivi da martedì, considerando anche che Xhasana ha due figli piccoli e una moglie che l’aspetta e che, lavorando, è in grado di mantenere la famiglia. Ha quindi potuto lasciare l’angusto spazio carcerario del Sant’Anna per i confort del suo appartamento fornito anche di elettrodomestici di lusso, dove potrà trascorrere la Pasqua. Al polso, un braccialetto che avvertirà se fugge. Ma privo di rilevazione satellitare in caso di fuga.

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