È caccia aperta al “writer” neofascista
Da mesi simboli del Ventennio in tutta la città: l’autore è sempre lo stesso. Anpi: «Un omuncolo»
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Frasi e simboli neofascisti sui muri, in diverse zone della città. A denunciarlo la sezione locale dell’Anpi che, dopo la comparsa della frase “Fratelli Cervi infami” a pochi metri dalla rotatoria di via Circonvallazione dedicata alle forze armate brasiliane che nel 1945 liberarono Sassuolo, chiede provocatoriamente che la scritta non venga cancellata.
Oltre all’episodio denunciato con indignazione dalla presidente dell’Anpi, Maria Antonia Bertoni, negli ultimi mesi in diverse zone della città sono comparse altri graffiti di stampo neofascista: si va dalle frasi inneggianti alla Repubblica Sociale, alle aquile su fascio littorio, spesso accompagnate dalla croce celtica e da sigle riconducibili al Ventennio, fino ai motti mussoliniani.
Specie nella zona industriale sono numerose le aquile fasciste comparse, disegnate in diverse occasioni, ma, pare, sempre con il medesimo stencil: segno, quindi, di qualche vandalo nostalgico che agisce ripetutamente e con le stesse modalità.
«Episodi come questo – spiegano dall’Anpi dopo la comparsa, a pochi giorni dal 25 aprile, dell’ingiuria ai fratelli Cervi – non sono una novità: da anni Sassuolo è ferita da svastiche, simboli della Repubblica di Salò, vandalismi ai manifesti informativi sulle iniziative che celebrano la fine della guerra e il 25 aprile. Le scritte sono sempre state cancellate con indignazione, ma questa volta chiediamo vengano lasciate lì, davanti ai nostri occhi per farci riflettere: l’Italia e l’Europa non sono al riparo dal neofascismo, dal razzismo, dai nazionalismi aggressivi e dalla violenza e ciò richiede l’impegno quotidiano di tutti. Questi omuncoli sono i veri infami senza onore, che si esprimono solo nascosti nell’anonimato, degni eredi dell’ideologia e del regime che rappresentano». (a.g.)
Oltre all’episodio denunciato con indignazione dalla presidente dell’Anpi, Maria Antonia Bertoni, negli ultimi mesi in diverse zone della città sono comparse altri graffiti di stampo neofascista: si va dalle frasi inneggianti alla Repubblica Sociale, alle aquile su fascio littorio, spesso accompagnate dalla croce celtica e da sigle riconducibili al Ventennio, fino ai motti mussoliniani.
Specie nella zona industriale sono numerose le aquile fasciste comparse, disegnate in diverse occasioni, ma, pare, sempre con il medesimo stencil: segno, quindi, di qualche vandalo nostalgico che agisce ripetutamente e con le stesse modalità.
«Episodi come questo – spiegano dall’Anpi dopo la comparsa, a pochi giorni dal 25 aprile, dell’ingiuria ai fratelli Cervi – non sono una novità: da anni Sassuolo è ferita da svastiche, simboli della Repubblica di Salò, vandalismi ai manifesti informativi sulle iniziative che celebrano la fine della guerra e il 25 aprile. Le scritte sono sempre state cancellate con indignazione, ma questa volta chiediamo vengano lasciate lì, davanti ai nostri occhi per farci riflettere: l’Italia e l’Europa non sono al riparo dal neofascismo, dal razzismo, dai nazionalismi aggressivi e dalla violenza e ciò richiede l’impegno quotidiano di tutti. Questi omuncoli sono i veri infami senza onore, che si esprimono solo nascosti nell’anonimato, degni eredi dell’ideologia e del regime che rappresentano». (a.g.)
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