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Fiorano si arrende, la musica è ormai finita 

Fiorano si arrende, la musica è ormai finita 

Dopo la rassegna Woodstock chiude anche il Maf che per 12 edizioni aveva ospitato i big delle chitarre

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FIORANO. La musica è finita. Dopo Woodstock si ferma anche il Maf Musica. In città si suonerà molto meno quest’estate. «Con vivo rammarico annunciamo che l’edizione 2017 del Maf Musica non avrà luogo, a causa di problemi organizzativi ed economici. Nonostante l’affetto del pubblico e dei musicisti le ultime edizioni della manifestazione sono state molto impegnative e complesse, con crescenti problemi di fondi e di organizzazione. Ci vediamo pertanto costretti a sospendere la manifestazione nella speranza comunque di tornare».
È il messaggio, con numerosi ringraziamenti, con cui, sulla pagina facebook del festival chitarristico internazionale che si è tenuto per undici edizioni al castello di Spezzano, più l’ultima in centro a Fiorano, l’organizzazione annuncia di dover rinunciare al Maf 2017. Pochi giorni fa si era fermato anche Woodstock, che aveva avuto la sua prima edizione in luglio 2016 a Fiorano. Se a ciò si aggiunge “C’entro anch’io”, che si tenne in piazza per donare fondi ai terremotati di Amatrice (ma era estemporanea), le tre iniziative musicali hanno portato circa 200 gruppi e musicisti di ogni provenienza.
“C’entro anch’io” era organizzata con artisti locali, Woodstock li pescava nell’intera regione e il Maf per sua vocazione ha sempre coinvolto nomi internazionali (qualche esempio: Jennifer Batten, Uli John Roth, Al Di Meola e, come appendice alla manifestazione 2016, Steve Vai).
In un solo anno tutto ciò sparisce. È pur vero che la neonata associazione Fiorano Free Music propone concerti e artisti sempre in centro città. Per vocazione si concentra però su produzioni locali e quindi resta il fatto che, almeno per ora, a Fiorano, indirizzata a diventare una sorta di “città della musica”, mancherà il respiro nazionale e internazionale delle proposte. Le ragioni degli stop improvvisi sono tutte da capire. Woodstock ha addotto come motivazione principale il concerto di Vasco Modena park, destinato a monopolizzare l’attenzione e a penalizzare altri festival. Inoltre si starebbe preparando un’arena permanente che consenta di svolgere il concerto in modo continuativo, ma dal 2018. Il festival delle chitarre, invece, indica in problemi organizzativi ed economici la ragione. Ed è questo il punto, che in fondo riguarda anche Woodstock: la cui prima edizione, a detta degli organizzatori, fu di alta qualità ma di bassa resa (anche per la scelta di far pagare un biglietto abbastanza oneroso). Pare poi che a Fiorano siano venuti meno, a livello amministrativo ma anche di realtà private, i supporti economici decisivi.
Gabriele Bassanetti

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