«Giovani allo sbando tra vandalismi e droga»
di Andrea Gilioli
Il prof e consigliere Corrado dipinge un quadro degli adolescenti a tinte fosche «È emergenza: vivono la strada come fosse casa loro e non rispettano nessuno»
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Adolescenti allo sbando, sempre più differenza tra “ricchi e poveri di futuro” e una dilagante emergenza droga. Questo il tetro quadro tracciato dal consigliere comunale Claudio Corrado che, oltre all’attività politica (è stato anche assessore nella giunta Caselli) lavora come insegnante in una scuola superiore e ha dunque più chiaro il polso della situazione. «Stiamo vivendo – spiega Corrado parlando dell’attuale situazione dei giovani a Sassuolo – un momento delicatissimo. Gli adolescenti, specie i tanti non inseriti in un tessuto sociale forte, costituito dalla famiglia e dalla scuola ma anche e soprattutto dalle prospettive di vita e dalle possibilità di costruirsi e vedere un futuro, è allo sbando totale. Mancano i luoghi di aggregazione positiva, sempre più sostituiti dalla strada, mancano i valori di base della convivenza civile e dilaga l’uso e lo spaccio di droga. Dipendenza, quella da stupefacenti, che unita a quella da smartphone anestetizza le menti di questi giovani, chiudendo loro sempre di più gli orizzonti e mettendoli sempre più ai margini». Un quadro a tinte fosche che, secondo Corrado, è ulteriormente aggravato dal problema dell’integrazione degli stranieri: «La situazione – continua il professore – è nettamente peggiorata rispetto ad alcuni anni fa. Partendo da una condizione di emergenza delle periferie abbiamo assistito ad un livellamento al basso. Oggi anche il centro storico è luogo di ritrovo di bande di ragazzini annoiati e allo sbando, che oltre alla maleducazione (si pensi agli episodi di vandalismo) alle grida, alle condotte bullistiche verso gli altri, hanno perso persino il senso della vergogna, del contegno. Vivono la strada come fosse il salotto di casa. Spacciano in pieno centro, alla luce del giorno, senza nemmeno fare lo sforzo di nascondersi in un parco». La situazione dei gruppi di giovani che pullulano in centro e fuori è da tempo sulla bocca di molti sassolesi, stanchi della maleducazione dilagante, dello “strafottentismo” di certi minorenni che bighellonano sulle panchine a fumare marijuana, giocano a calcio contro le vetrine, mancano di rispetto agli adulti che cercano di rimbrottarli. «Reprimere – puntualizza Corrado rispondendo alla diffusa richiesta di un intervento punitivo della forza pubblica, fosse anche solo per cercare di educare un po’ le sempre più diffuse bande di minorenni – è molto difficile, specie se mancano gli strumenti e il sostegno delle famiglie. La punizione, a partire dal semplice richiamo di un agente, ha effetto se e solo se il giovane ha qualcuno da non deludere, se vede in quel rimprovero il rischio che qualcuno con cui tiene a fare bella figura resti deluso da lui. Purtroppo in questi casi non è così. Le forze dell’ordine sono viste come soggetti da sfidare, per farsi belli con i pari, con menefreghismo e assenza totale di rispetto. Il tema dell’integrazione poi aggrava la situazione: diverse famiglie straniere lasciano i bimbi a crescere per strada, e così questi crescono considerando lo spazio pubblico alla stregua di quello privato».
Il problema degli adolescenti allo sbando non riguarda però soltanto i giovani stranieri o di bassa estrazione sociale, poiché se è vero che chi ha una famiglia benestante ha un futuro più delineato, è altrettanto vero che l’adolescenza è una fase difficile per tutti, in cui il condizionamento è all’ordine del giorno e in cui la strada e le sue regole richiama tutti, senza distinzioni.
Il problema degli adolescenti allo sbando non riguarda però soltanto i giovani stranieri o di bassa estrazione sociale, poiché se è vero che chi ha una famiglia benestante ha un futuro più delineato, è altrettanto vero che l’adolescenza è una fase difficile per tutti, in cui il condizionamento è all’ordine del giorno e in cui la strada e le sue regole richiama tutti, senza distinzioni.
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