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Il Comune e le differenze tra le maestre 

Il Comune e le differenze tra le maestre 

Con la Fondazione Cresci@mo trattativa naufragata: «Quello che avviene a luglio non è scuola»

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«Quello che avviene a luglio non può essere considerato scuola».
Lo fanno sapere le sigle sindacali Flc-Cgil, Cisl Scuola e Snals-Confsal, che intervengono così sulla questione del prolungamento estivo del servizio delle scuole d'infanzia e dei nidi. Un servizio che vedrà nidi e materne rimanere aperti dal 3 al 14 luglio e che, per quanto riguarda le scuole gestite dalla Fondazione Cresci@mo, sarà svolto grazie al personale delle agenzie interinali: visti i problemi mai risolti di differenze contrattuali rispetto alle colleghe assunte dal Comune, infatti, le maestre della Fondazione hanno detto «no» alla proposta di lavoro estivo volontario, che peraltro sarebbe stato retribuito con un incentivo minore (15 euro al giorno) rispetto a quello previsto per le comunali.
«Il calendario scolastico è regolamentato da norme nazionali e regionali - spiegano i segretari delle tre sigle - che determinano la fine delle attività, a livello nazionale, il 30 di giugno di ogni anno. Tutto ciò che avviene nel mese di luglio non può dunque essere considerato scuola. Detto questo - incalzano i sindacati - prendiamo atto che il Comune di Modena ha stabilito il prolungamento delle attività nelle scuole d'infanzia comunali per le due settimane di luglio, in accordo sindacale con le maestre dipendenti del Comune, ma allo stesso tempo il consiglio di amministrazione della Fondazione non ha raggiunto tale accordo, viste le differenti offerte e le differenti caratteristiche contrattuali».
La maestre chiedono che permanga «atto di volontarietà per la disponibilità verso il servizio estivo, oltre alle equiparazioni economiche proposte rispetto a quelle offerte alle maestre comunali. Leggiamo con piacere - riprendono i sindacati nel loro intervento che arriva in coincidenza anche della comunicazione del Comune sul numero di iscritti, circa mille - che l'assessore darà in tutti i casi risposta alle famiglie che hanno bisogno del servizio estivo, assumendo personale a tempo determinato, come noi abbiamo sottolineato già da mesi, e che auspica un accordo tra la Fondazione e le insegnanti. Prendiamo atto che in questo modo, da una parte, sentito il cda della Fondazione, possiamo finalmente trattare il contratto integrativo scaduto, dall'altra trattare eventualmente la sperimentazione estiva (separando quindi finalmente le due trattative e prevedendo fondi ad hoc per la sperimentazione) per la quale le maestre non hanno visto finora accolte le loro semplici richieste».
Luca Gardinale

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