l’omaggio
Modena e il civismo... spatentato: lasciateci passare, siamo emiliani
di Edmondo Berselli
Circolava anni fa la leggenda che a Carpi, profondissima e orgogliosa provincia modenese, ci fosse il più elevato consumo di pneumatici in Italia. Terra di motori l’Emilia, e di smanettoni: partenze...
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Circolava anni fa la leggenda che a Carpi, profondissima e orgogliosa provincia modenese, ci fosse il più elevato consumo di pneumatici in Italia. Terra di motori l’Emilia, e di smanettoni: partenze urlanti, accelerazioni brucianti. Ma ora non è più questione di leggende, c’è la prova provata: a Modena, una delle capitali del civismo nazionale, riserva di capitale sociale, luogo deputato della buona creanza collettiva e istituzionale, è avvenuta in sei anni un’autentica strage di punti patente. Sarà l’effetto del rombo delle rosse proveniente da Maranello e Fiorano? Sarà il gusto di provare agli incroci lo “Schumacher touch” sull’acceleratore? In ogni caso, il piedino rampante equipara effettivamente la via Emilia a un Far West motoristico. Ma dev’esserci una ragione meno ludica e sociologicamente più profonda. I punti bruciati rappresentano con ogni probabilità il sacrificio all’efficienza e ai livelli di produzione. Nell’Emilia dei record, dell’export, dei distretti industriali, il rispetto del codice può significare una pura perdita di tempo. Abusi di velocità, sorpassi arrischiati, passaggi all’ultimo giallo o al primo rosso: tutto è lecito, perché produttività, che cosa non si fa per te. Tanto più che sindaci vigili urbani e polizia stradale si vendicano con gli autovelox e i foto-red, con i varchi elettronici nel centro storico, nonché con il micidiale “safety tutor”, l’ordigno che misura e colpisce la velocità media; e i piloti della via Emilia e dintorni mettono comunque in budget una quota punti annuale e una ragionevole cifra cash destinata al pagamento delle contravvenzioni. Al massimo si insospettiscono, i tartassati della patente, se la classifica dei punti perduti dà l’idea di rispecchiare una certa regolarità geografica: possibile che in questa speciale graduatoria di punti tostati il traffico creativo di Napoli si trovi a un comodo sessantanovesimo posto? E il traffico diabolico di Roma un gradino appena sopra Napoli? Possibile che il Nord sia così penalizzato rispetto al Sud? Potrebbe nascerne, a pensarci, una specie di leghismo automobilistico. O di federalismo stradale. Le gabbie salariali della multa. Per il momento, lasciateci passare, siamo emiliani: spatentati.
La Repubblica 30 giugno 2009
La Repubblica 30 giugno 2009
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