Modena, fiaccole di speranza per dire basta alla guerra in Siria
Il corteo di fiammelle ha sfilato davanti a luoghi simbolici Fangareggi, Time4life: «Ogni giorno lì muoiono innocenti»
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MODENA. Decine e decine di fiammelle di speranza contro la guerra in Siria. Si accendono in piazza Grande, attraversano alcuni luoghi significativi di Modena e ritornano di fronte al Municipio, ancor più numerose di prima. La fiaccolata era stata organizzata a livello europeo, ma ai piedi della Ghirlandina è stata abbracciata da Time4life.
«È importante sensibilizzare - spiega Elisa Fangareggi, presidente dell’associazione - perché non bisogna dimenticare che c’è una guerra in corso e tanti bambini stanno morendo sotto le bombe. C’è un genocidio in atto». Tutto intorno ai manifestanti è un venerdì sera simile a tanti altri: chi festeggia una laurea, chi esce con amici. Tuttavia, c’è qualche goccia che si stacca e si unisce all’onda crescente.
Da piazza Grande il corteo si sposta in piazza Duomo e quindi in via dei Servi. Nella chiesa di san Bartolomeo c’è una veglia religiosa. È Venerdì Santo e si ricorda la morte di Gesù. Quasi due millenni dopo, ci sono ancora tanti Cristi che soffrono e muoiono nel silenzio quasi generale. «Se ne dovrebbe parlare ogni giorno - riprende Elisa - perché ogni giorno cadono bombe, ogni giorno tanti bambini e persone innocenti muoiono».
Il silenzio contrasta il rumore di distruzione, la luce delle fiammelle risplende contro il buio delle armi. Il gruppo, sempre più nutrito, attraversa piazza XX Settembre e torna in piazza Grande. Non è l’arrivo perché c’è ancora da passare davanti alla sinagoga di piazza Mazzini. Manca un luogo dell’Islam per concludere le tre grandi religioni monoteistiche. Nel luogo dedicato al patriota si aggiungono nuovi partecipanti, soprattutto giovani. Si torna quindi davanti alla Preda Ringadora per la foto finale da consegnare in rete. «Ci sono persone che sanno che non avranno mai più una casa - conclude così la presidente dell’associazione - e la loro vita non tornerà mai più come prima. Sono persone che come noi avevano una casa, la scuola, gli amici e si ritroveranno per molti anni senza avere nulla, in una terra che non è la loro».
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