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Modena, Seta, corse ridotte e passeggeri furiosi

di Saverio Cioce
Modena, Seta, corse ridotte e passeggeri furiosi

Nessuno ha messo i cartellini alle fermate per informare dei passaggi soppressi per le vacanze scolastiche

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MODENA. Ai piani alti di Seta devono aver avuto l’idea di risparmiare sull’informazione agli utenti, e che comunicato a giornali, radio e social poteva bastare. E pure in AMo, Agenzia per la Mobilità, devono aver fatto la stessa pensata.
Il fatto è che da due giorni, da quando cioè i passeggeri sono rimasti per delle mezze ore in attesa, i primi a fare le spese dell’esasperazione dei passeggeri sono stati i guidatori. Ai viaggiatori non è parso vero avere un bersaglio, con lo stemma di Seta sul bavero, per sfogarsi.


«Siamo noi che ci mettiamo la faccia - dice Giuseppe Rendace, della Faisa Cisal - Quando i passeggeri ce li troviamo di fronte che alzano la voce e che in alcuni casi ci insultano, che dobbiamo rispondere? Ogni frase è di troppo, perché hanno ragione. A differenza degli anni passati quest’anno e l’anno scorso non ci sono stati i cartellini che venivano fissati ai pali delle fermate per informare gli utenti degli orari cambiati. Per carità, niente di particolare: giusto un cartoncino legato con lo spago. Ma almeno chi era in fila sapeva di cosa si trattava e si regolava di conseguenza».


Invece, non essendoci nulla alle paline delle fermate, ognuno ha cercato le motivazioni più fantasiose, dallo sciopero selvaggio a un incidente di percorso. «Avevamo già segnalato il problema, formalmente - spiega Giulia Grandi, responsabile della Cgil Trasporti - Ne abbiamo discusso dopo l’invio di una nota ma la risposta è stata negativa. Risparmio, inutilità di comunicazioni scritte al tempo dei social. E sopratutto i vertici di Seta hanno buttato la palla ad Amo, dicendo che toccava a loro informare gli utenti. Chiaro no?»
Non è piacevole aspettare venti minuti o mezzora, con l’orologio alla mano, per capire le ragioni del ritardo. Poi magari qualcuno che legge i giornali e che aggiorna gli altri c’è sempre, così come c’è il volenteroso che dal telefonino si mette a cercare nel sito dell’azienda trasporti qualche notizia. E alla fine trova la motivazione, elementare.


Il trasporto pubblico funziona, con percentuali variabili, tra l’80 e il 90% per l’utenza scolastica. Normale quindi che l’azienda dei trasporti pubblici, com’è sempre accaduto, riduca il numero dei veicoli in servizio durante le vacanze scolastiche. Che si tratti di Natale, Pasqua o delle lunghe vacanze estive, non appena scatta l’ultima campanella Seta è già pronta a fermare nei depositi i lungi automezzi destinati al trasporto degli studenti.
Il guaio è che tra una frequenza di un bus ogni 10-15 minuti a uno ogni mezzora c’è differenza e andrebbe ricordato nei luoghi delle fermate.

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