dopo vittorio sgarbi
Olina, protesta anche Italia Nostra
Il presidente Losavio: «Chiediamo ispezione urgente del Ministero»
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PAVULLO. «Chiediamo d’urgenza l’ispezione del Ministero dei Beni culturali nel punto dove sta sorgendo la nuova centrale idroelettrica vicino al ponte di Olina». Alle proteste di Vittorio Sgarbi per il cantiere appena avviato a Pavullo sul torrente Scoltenna, si aggiungono ora quelle di Italia Nostra.
«Abbiamo appreso del progetto quando ormai era già stato approvato dal Comune e dalla Soprintendenza, in Conferenza di servizi» nota Giovanni Losavio, presidente della sezione modenese. «Lo Scoltenna - sottolinea - già subisce due centrali idroelettriche a monte: quella di Strettara e quella di Piandellavalle, tra Montecreto e Lama Mocogno ma a poca distanza da Olina. Da torrente più caratteristico del nostro Appennino si va trasformando in un'infrastruttura industriale. Può essere consentito dalla Legge Galasso, che tutela i corsi d’acqua come elementi essenziali nella formazione del paesaggio a sua volta tutelato dall'articolo 9 della Costituzione?».
Visto che il cantiere è ancora nella fase preliminare di allestimento, Italia Nostra chiede la riconsiderazione del via libera tramite un esame della situazione da parte di esperti del Ministero, che già dal dicembre 2015 ha dato un ok subordinato a diverse prescrizioni. Il progetto della milanese K7 srl prevede la realizzazione di una centrale per sfruttare un salto di 3,85 metri del torrente nella briglia 300 metri a valle, dove a lato verrà realizzato un edificio di servizio. (d.m.)
«Abbiamo appreso del progetto quando ormai era già stato approvato dal Comune e dalla Soprintendenza, in Conferenza di servizi» nota Giovanni Losavio, presidente della sezione modenese. «Lo Scoltenna - sottolinea - già subisce due centrali idroelettriche a monte: quella di Strettara e quella di Piandellavalle, tra Montecreto e Lama Mocogno ma a poca distanza da Olina. Da torrente più caratteristico del nostro Appennino si va trasformando in un'infrastruttura industriale. Può essere consentito dalla Legge Galasso, che tutela i corsi d’acqua come elementi essenziali nella formazione del paesaggio a sua volta tutelato dall'articolo 9 della Costituzione?».
Visto che il cantiere è ancora nella fase preliminare di allestimento, Italia Nostra chiede la riconsiderazione del via libera tramite un esame della situazione da parte di esperti del Ministero, che già dal dicembre 2015 ha dato un ok subordinato a diverse prescrizioni. Il progetto della milanese K7 srl prevede la realizzazione di una centrale per sfruttare un salto di 3,85 metri del torrente nella briglia 300 metri a valle, dove a lato verrà realizzato un edificio di servizio. (d.m.)
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