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Sette anni fa l’addio a Edmondo Berselli 

Sette anni fa l’addio a Edmondo Berselli 

Aveva esordito alla Gazzetta, il suo estro lo aveva portato a Repubblica e all’Espresso: i suoi saggi sempre attuali

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Nei “suoi” giornali, Repubblica e l’Espresso, come ricordava giorni fa Riccardo Bocca, ancora ci si chiede cosa avrebbe scritto su un dato argomento Edmondo Berselli. L’indimenticabile scrittore e giornalista modenese - nato a Campogalliano nel 1951 e scomparso prematuramente sette anni fa, l’11 aprile 2010 - infatti non c’è più, ma tanti continuano a rimpiangerlo e non solo nei giornali nazionali del gruppo. Berselli, infatti, aveva esordito sulla carta stampa proprio alla Gazzetta di Modena, nella seconda metà degli anni Ottanta. Proprio per questo oggi pubblichiamo un articolo di “Eddy” che, benché uscito su Repubblica il 30 giugno 2009, parla di Modena. Della sua città, quella da cui Berselli partì per dirigere la rivista bolognese Il Mulino dov’era entrato nel 1976 come correttore di bozze. Lo scrittore dopo l’esperienza alla Gazzetta di Modena ha collaborato con numerosi quotidiani prima di approdare come editorialista appunto a Repubblica ed Espresso. Certi sui “pezzi” usciti negli ultimi anni di vita restano però memorabili e certo oggi Eddy potrebbe dire la sua nella nostra società che, da liquida, è diventata “pietrosa” come di recente ha ricordato il filosofo Remo Bodei. Ma Berselli è stato anche un saggista tra i principali del nostro Paese, con libri ancora oggi acquistati in numerose copie. Quello più noto è, forse, “Quel gran pezzo dell’Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiana di classe” del 2004 nel quale l’autore fa un ritratto pressoché perfetto della nostra terra. Ma i libri sono stati molti, alcuni ancora sulla bocca di tutti come “Venerati maestri” del 2006 e “Adulti con riserva” dell’anno seguente. Fino all’ultimo pubblicato postumo, sull’amato cane Liù “E chi lo porta fuori il cane?” che secondo Ezio Mauro altro non era che la autobiografia d’addio dello stesso autore. Ma il giornalista era poliedrico, capace come pochissimi di unire cultura materiale e cultura “alta” per disegnare ritratto che andavano dal calcio, alla musica, alle figurine. E nella biografia del modenese c’è anche tanta tv e di lui a Modena si è parlato anche alcuni giorni fa. La nuova casa editrice digitale del Comune, in Dondolo, prende il via pubblicando appunto quello che forse è l’unica prova narrativa: “Posso giocare anch’io?”, un e-book dedicato dedicato al surreale arriva di 007 a Campogalliano, con copertina dell’amico pittore Wainer Vaccari. (s.l.)

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