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Sfida in Aimag, la Bassa ha deciso: vuole Tea 

Sfida in Aimag, la Bassa ha deciso: vuole Tea 

Otto sindaci scoprono le carte, puntano all’alleanza con i mantovani e aspettano la decisione di Carpi

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Prove di dialogo tra sindaci, tuttora impegnati a confrontarsi sul futuro di Aimag. Il prolungamento del patto di sindacato era stato un primo passo di mediazione e un altro è arrivato negli ultimi giorni quando sono cadute altre perplessità dell’area carpigiana sull’eventuale partnership con Tea, piuttosto che con Hera. Alberto Bellelli e gli altri sindaci ancora non sono pronti per il passo decisivo, alcune remore restano, ma sono i sindaci dell’Area Nord, compatti, a chiedere di accelerare nelle decisioni e sulle strategie. Non nominano mai apertamente Tea, ma per la prima volta prendono una posizione ufficiale in cui si parla espressamente di un “accordo strategico più ampio con nuove e solide alleanze che valorizzino attraverso sinergie produttive, reali e non solo finanziarie, le già ottime performance della nostra multiutility e che prevedano, soprattutto nei servizi idrici ed ambientali, la presenza decisiva del pubblico ed un legame stretto e fattivo con il nostro territorio».
Gli otto sindaci - Rudi Accorsi, Antonella Baldini, Maino Benatti, Sauro Borghi. Lisa Luppi, Filippo Molinari, Luca Prandini e Alberto Silvestri - respingono l’ipotesi di fusione con Hera. «Una scelta diversa che faccia “dissolvere” Aimag sarebbe, da tutti i punti di vista, un grave errore politico ed un impoverimento importante per i nostri territori».
Il futuro strategico è quindi segnato e la Bassa invoca un cambio di ritmo. «Nei prossimi anni Aimag dovrà affrontare nuove ed importanti sfide che le recenti normative e le evoluzioni del mercato proporranno - scrivono - La manifestazione d'interesse ci ha proposto tre diversi scenari e dopo varie verifiche ed attenti approfondimenti, è giunta l’ora di decidere il destino della nostra multiutility avendo di fronte scadenze urgenti e stringenti e dando così certezze di prospettive ai dirigenti, a tutti i dipendenti e all’azienda».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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