Sos energia elettrica: le aziende perdono soldi e competitività
di Daniele Montanari
Gli improvvisi cali di tensione mettono in crisi le industrie Lapam: «La Regione sa tutto». Serri: «Lo Stato intervenga»
3 MINUTI DI LETTURA
Oltre ai cronici problemi legati alla rete stradale e informatica, con buche da una parte e internet a singhiozzo dall’altra, l’Appennino continua ad essere segnato anche da un’altra questione un po’ d’altri tempi: la fornitura elettrica. E questo anche senza riandare con la memoria all’emergenza dell’inverno 2014-2015, con lunghi blackout legati ai crolli di piante sulla linea causa neve.
I problemi infatti continuano a verificarsi anche in condizioni meteo non emergenziali: interruzioni e sbalzi su cui da tempo il mondo imprenditoriale e artigiano chiede di intervenire, per una questione di competitività. L’altalena infatti (anche sbalzi contenuti in soli 3 secondi) rischia di - e molte volte fa - mandare in crisi macchinari ad alta precisione, costringendo a costose manutenzioni se non addirittura alla sostituzione degli apparecchi.
Il nodo sembra particolarmente sentito nella zona di Pievepelago, dove ci sono diversi laboratori artigianali e anche la Vaccari&Bosi, azienda d’eccellenza nella produzione di telai in alluminio e meccanica di precisione per auto, con partnership che comprendono Ferrari, Maserati e Rolls-Royce. Ha macchinari molto sofisticati (anche laser) che necessitano di assoluta continuità di flusso energetico. Ma non è sempre così.
«Ne abbiamo parlato anche col presidente della Regione Stefano Bonaccini quando il 28 marzo è venuto in visita a Pieve - spiega Moreno Migliori, segretario Lapam di zona - Ci sono aziende che perdono decine di migliaia di euro per gli sbalzi, sia per la rottura di macchinari che per il fermo di produzione. È un problema che adesso riguarda soprattutto i grandi, come la Vaccari&Bosi, ma domani segnerà anche il piccolo artigianato che se vuole sopravvivere deve modernizzarsi con apparecchi sempre più performanti ma anche delicati».
La dinamica ritorna ora sul tavolo della Regione con una risoluzione di cui è prima firmataria la consigliera Luciana Serri, presidente della Commissione Politiche economiche. Nel documento sottolinea che “disfunzioni e criticità del sistema, come le micro-interruzioni che si verificano in particolar modo nei territori con bassa densità insediativa e nei territori montani, rappresentano un’insidia per le imprese che genera svantaggio competitivo e maggiori costi di produzione”.
Due le richieste essenziali. Da una parte, di “intraprendere un’attività di coordinamento con le società di distribuzione tesa a concordare piani di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee elettriche”. Dall'altra, un’azione ai piani superiori “coinvolgendo anche il competente ministero dello Sviluppo economico affinché promuova politiche per il superamento delle criticità nella fornitura ed erogazione di energia elettrica nelle aree montane e nelle aree a bassa concentrazione di popolazione residente e si attivi nei confronti dell’Autorità per l’Energia». «Ciò che deve essere chiaro a tutti - dice la Serri - è che, se vogliamo favorire una politica di riequilibrio e di pari accesso alle opportunità che vengono offerte ai territori, il tema dell’energia è dirimente».
I problemi infatti continuano a verificarsi anche in condizioni meteo non emergenziali: interruzioni e sbalzi su cui da tempo il mondo imprenditoriale e artigiano chiede di intervenire, per una questione di competitività. L’altalena infatti (anche sbalzi contenuti in soli 3 secondi) rischia di - e molte volte fa - mandare in crisi macchinari ad alta precisione, costringendo a costose manutenzioni se non addirittura alla sostituzione degli apparecchi.
Il nodo sembra particolarmente sentito nella zona di Pievepelago, dove ci sono diversi laboratori artigianali e anche la Vaccari&Bosi, azienda d’eccellenza nella produzione di telai in alluminio e meccanica di precisione per auto, con partnership che comprendono Ferrari, Maserati e Rolls-Royce. Ha macchinari molto sofisticati (anche laser) che necessitano di assoluta continuità di flusso energetico. Ma non è sempre così.
«Ne abbiamo parlato anche col presidente della Regione Stefano Bonaccini quando il 28 marzo è venuto in visita a Pieve - spiega Moreno Migliori, segretario Lapam di zona - Ci sono aziende che perdono decine di migliaia di euro per gli sbalzi, sia per la rottura di macchinari che per il fermo di produzione. È un problema che adesso riguarda soprattutto i grandi, come la Vaccari&Bosi, ma domani segnerà anche il piccolo artigianato che se vuole sopravvivere deve modernizzarsi con apparecchi sempre più performanti ma anche delicati».
La dinamica ritorna ora sul tavolo della Regione con una risoluzione di cui è prima firmataria la consigliera Luciana Serri, presidente della Commissione Politiche economiche. Nel documento sottolinea che “disfunzioni e criticità del sistema, come le micro-interruzioni che si verificano in particolar modo nei territori con bassa densità insediativa e nei territori montani, rappresentano un’insidia per le imprese che genera svantaggio competitivo e maggiori costi di produzione”.
Due le richieste essenziali. Da una parte, di “intraprendere un’attività di coordinamento con le società di distribuzione tesa a concordare piani di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee elettriche”. Dall'altra, un’azione ai piani superiori “coinvolgendo anche il competente ministero dello Sviluppo economico affinché promuova politiche per il superamento delle criticità nella fornitura ed erogazione di energia elettrica nelle aree montane e nelle aree a bassa concentrazione di popolazione residente e si attivi nei confronti dell’Autorità per l’Energia». «Ciò che deve essere chiaro a tutti - dice la Serri - è che, se vogliamo favorire una politica di riequilibrio e di pari accesso alle opportunità che vengono offerte ai territori, il tema dell’energia è dirimente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
