Sassuolo «A Cà Marta discoteca irregolare»
di Eleonora Alboresi
«È solo un circolo e il volume è troppo alto». Pigoni: «Importante per i giovani»
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SASSUOLO. Lamentele di alcuni cittadini della zona nord riguardo la discoteca ospitata nel complesso di Cà Marta. La discussione, emersa durante l’incontro tra la giunta comunale e i residenti del quartiere Valle d’Aosta, ha fatto emergere il problema, già segnalato in passato, della confusione che arriva alle case nei giorni di apertura del locale da ballo, che organizza sia serate “tradizionali” sia student party dedicati ai giovani delle scuole superiori.
«Gli accordi fatti da Cà Marta con Sgp - ha sostenuto un cittadino - prevedevano l’apertura della discoteca solo in alcune serate estive e la sua chiusura entro le 2, ma la realtà dei fatti è che questa rimane aperta al pubblico in diverse occasioni, in ogni periodo dell’anno e, soprattutto, fino a tarda notte. Sentiamo le urla, riusciamo distintamente a capire ciò che dice il dj ed è capitato anche che fossero lanciati fuochi d’artificio in piena notte».
Giulia Pigoni, assessore alla Cultura e alle politiche giovanili, ha risposto alle lamentele riportando come, secondo gli accertamenti fatti dai tecnici incaricati, l’interno della discoteca sia provvisto di pareti fonoassorbenti, mentre per quanto riguarda l’uso del patio esterno, aperto nel periodo estivo, siano stati regolati i decibel nel rispetto delle norme.
Non sono mancati momenti di scontro verbale tra i partecipanti all’incontro, che hanno lamentato una situazione che va avanti da ormai troppo tempo e che hanno richiesto controlli a sorpresa per evitare condotte moleste e per tenere conto del maggior rumore dovuto all’apertura notturna delle porte del locale (prassi che, ragionevolmente, si verifica anche d’inverno dato l’affollamento della sala nelle serate più di richiamo).
Pigoni, che ha difeso strenuamente l’importanza di uno spazio dedicato ai giovani e i positivi risvolti per le famiglie che possono così evitare di portare i figli a ballare lontano, ha assicurato che verranno effettuati più controlli. Dai residenti è stato poi posto il problema della legittimità della discoteca nella struttura sportiva: «La zona in cui sorge Cà Marta - hanno attaccato - è di proprietà del Comune, ma non segue le regole di decibel e orari, vi sembra normale? Inoltre il proprietario ha subaffittato il bar, cosa che non avrebbe potuto fare». La Giunta ha assicurato che verranno effettuati gli accertamenti, aggiungendo che il piano acustico, esistente da 8 anni, è partito solo lo scorso anno e che, quindi, la speranza è di poter eliminare il problema a breve, senza privare i giovani di un luogo in cui divertirsi.
«Gli accordi fatti da Cà Marta con Sgp - ha sostenuto un cittadino - prevedevano l’apertura della discoteca solo in alcune serate estive e la sua chiusura entro le 2, ma la realtà dei fatti è che questa rimane aperta al pubblico in diverse occasioni, in ogni periodo dell’anno e, soprattutto, fino a tarda notte. Sentiamo le urla, riusciamo distintamente a capire ciò che dice il dj ed è capitato anche che fossero lanciati fuochi d’artificio in piena notte».
Giulia Pigoni, assessore alla Cultura e alle politiche giovanili, ha risposto alle lamentele riportando come, secondo gli accertamenti fatti dai tecnici incaricati, l’interno della discoteca sia provvisto di pareti fonoassorbenti, mentre per quanto riguarda l’uso del patio esterno, aperto nel periodo estivo, siano stati regolati i decibel nel rispetto delle norme.
Non sono mancati momenti di scontro verbale tra i partecipanti all’incontro, che hanno lamentato una situazione che va avanti da ormai troppo tempo e che hanno richiesto controlli a sorpresa per evitare condotte moleste e per tenere conto del maggior rumore dovuto all’apertura notturna delle porte del locale (prassi che, ragionevolmente, si verifica anche d’inverno dato l’affollamento della sala nelle serate più di richiamo).
Pigoni, che ha difeso strenuamente l’importanza di uno spazio dedicato ai giovani e i positivi risvolti per le famiglie che possono così evitare di portare i figli a ballare lontano, ha assicurato che verranno effettuati più controlli. Dai residenti è stato poi posto il problema della legittimità della discoteca nella struttura sportiva: «La zona in cui sorge Cà Marta - hanno attaccato - è di proprietà del Comune, ma non segue le regole di decibel e orari, vi sembra normale? Inoltre il proprietario ha subaffittato il bar, cosa che non avrebbe potuto fare». La Giunta ha assicurato che verranno effettuati gli accertamenti, aggiungendo che il piano acustico, esistente da 8 anni, è partito solo lo scorso anno e che, quindi, la speranza è di poter eliminare il problema a breve, senza privare i giovani di un luogo in cui divertirsi.
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