Gazzetta di Modena

Modena

Chirurgia della mano, un anno di attesa 

di Saverio Cioce

Il calvario di una cittadina: «Al Cup mi hanno detto che mi chiameranno a marzo 2018 per dirmi quando ci sarà la visita»

3 MINUTI DI LETTURA





«Le fa male la mano? Vuole prenorare una visita specialistica? Non c’è problema. Ripassi tra un anno che le sapremo dire quando potrà essere visitata».
È stata questa, parola più e parola meno, la risposta arrivata a Rosanna Ottaviani, impiegata in pensione, che si è trovata come tanti a fare i conti con le file per ottenere una visita ortopedica relativa alla mano.
«Sono andata al Cup, il centro di prenotazione, il 16 marzo scorso - attacca - Mi ero portata dietro la richiesta del mio medico di base, la tessera sanitaria e tutto il resto. Dopo aver presentato le carte mi è stata rilasciata una ricevuta per certificare che sono in lista d’attesa per l’esame specialistico. Sul foglietto leggo cosa c’è scritto e scopro di essere il numero 42.912. Non mi preoccupo, penso che sia solo una convenzione per lavorare la mia richiesta assieme alle altre con il computer».
Passa un mese e la signora Ottaviani non riceve nulla. Di qui la necessità di capire cosa deve fare, visto che il dolore alla mano continua a martellarla ogni giorno. «Ho preso il telefono - continua - e ho chiamato il Cup. Una voce gentile al telefono mi dice che fra un anno verrò aggiornata per l’appuntamento. Non riesco a crederci. Fra un anno?»
Ancora incredula bussa alla porta del Tribunale per i Diritti del Malato che ha sede proprio al Policlinico. «Vado e spiego la mia situazione - aggiunge - e loro mi spiegano che non si possono chiudere le prenotazioni e che bisogna aspettare. Capisco, ma a parte la spiegazione tecnica a me il problema chi lo risolve? È solo un mio problema o riguarda tutti i cittadini nelle stesse condizioni quello di dover aspettare un anno per ottenere una visita specialistica in una struttura pubblica? Eppure sui siti e in televisione i dirigenti delle Ausl si fanno belli raccontando di come sono stati bravi a tagliare le liste d’attesa. Sì ma quali? Ma quando?».
La signora è un fiume in piena. Instancabile e accurata nelle sue ricerche su internet, la signora Ottaviani controlla sul sito del Policlinico, nella sezione delle liste d’attesa, se quello che ha capito al telefono corrisponde a realtà.
Così facendo sbatte il naso contro una realtà che non immaginavo. «Ho scoperto che se invece di seguire la trafila normale ero disposta a pagare avrei trovato posto subito, il 18 aprile, alla modica cifra di 180 euro. Per carità, non voglio contestare la professionalità dei sanitari ma chiedo a chi governa la sanità pubblica se è mai possibile che, dopo aver pagato un ticket da 40 euro, un cittadino debba aspettare più di un anno per una visita specialistica alla mano. Quindi un mese è già passato e, se non avessi telefonato al centro prenotazioni, starei ancora ad aspettare. In più non ho alcuna certezza. Magari ad aprile del 2018, dopo 13 mesi dal giorno di presentazione della richiesta, mi avrebbero detto che avrei dovuto aspettare qualche giorno o qualche settimana. Ma che sanità è mai questa?».
Lo sfogo finisce con una considerazione: «Io in altre occasioni ho dovuto rinunciare alle visite mediche nella sanità pubblica e andare a pagamento dai privati, ma mi sembra che si stia esagerando. Come cittadini siamo già supertassati.
Ora che sono in pensione non ho voglia di sentirmi raccontare scuse inaccettabili per giustificare attese di tredici mesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google