Modena: tra ostacoli e pericoli in via Emilia Est la ciclabile è un caos
Dopo il progetto di via Giardini un altro flop clamoroso Tratti interrotti da bar e distributore: «È senza senso»
MODENA. Smarrimento e confusione. È ciò che si prova percorrendo il tratto di via Emilia Est dove sono in corso i lavori per la pista ciclabile. A piedi, in bicicletta o al volante della propria macchina, regna il disordine. Le automobili che provengono dalla tangenziale, in direzione largo Garibaldi, pur non essendo mezzi di Formula 1, devono compiere una chicane per evitare lo scontro frontale con gli autobus che derivano dal centro, dunque in direzione opposta. La segnaletica orizzontale è gialla, ad indicare la presenza di un cantiere. Tuttavia, il pericolo rimane, anche perchè quella definitiva, salvo stravolgimenti, sarà la medesima.
Un altro inconveniente in cui possono incappare i modenesi è dato dai porfidi che costeggiano la ciclabile. Le costruzioni in pietra, tra un posto auto e l’altro, sono poco visibili ai guidatori. «Il rischio è di bucare una gomma - ha detto un passante - o fare dei danni maggiori al proprio mezzo: non capisco quale sia la loro utilità».
Ma, il disguido maggiore sembra essere di ciclisti e pedoni. «Hanno aperto la ciclabile senza prima aver finito i lavori: perché?», si domanda Imer Vandelli, proprietario della tabaccheria in via Emilia Est. «Sulla ciclabile non è presente la segnaletica orizzontale - ha ripreso Vandelli - ed essendo stata costruita alla stessa altezza rispetto al marciapiede, c’è molta confusione: le bici salgono sul marciapiedi e i pedoni sulla ciclabile. È un vero caos». Un altro problema è dato dalla diminuzione dei posti auto.
«Il posto per parcheggiare si è ridotto notevolmente - ha mostrato il titolare dell’attività - e al mattino non so dove lasciarla. I condomini dell’area, pur avendo il posto auto all’interno dei palazzi, lasciano la vettura in strada e noi esercenti non sappiamo come fare. Basterebbe delimitarli con le strisce blu: farei l’abbonamento e parte del problema sarebbe risolto».
Perché non sfruttare la ciclabile? «Purtroppo si interrompe all’incrocio con via San Giovanni Bosco», ha risposto. Non è tutto. Altri disagi sono causati dalla mancata corrispondenza delle strisce pedonali nell’incrocio tra via Emilia e viale Verdi. La ciclabile passa di fianco alle strisce sulla carreggiata, che sono, invece, un proseguimento dei portici. I residenti cosa ne pensano? «Mi sono stupita della durata dei lavori - ha detto Arianna, che abita in zona - e ancora non sono terminati». «Abito in via San Giovanni Bosco - ha spiegato Vincenza - e non ho capito il senso di ciclabile fatta in questo modo. Innanzitutto non prosegue fino alla fine di via Emilia Est. Inoltre, nel tratto intermedio c’è il dehor di un bar. Cosa bisogna fare quando ci si trova in prossimità dello stesso?».
La questione è ancora aperta; certo è che la ciclabile si interrompe proprio in corrispondenza della struttura esterna al bar. La sensazione è proprio quella di essere su un percorso a ostacoli. «È una vera e propria gimcana questa ciclabile - ha rimarcato Andrea Stocchi, commerciante dell’area - e le macchine posteggiano in modo selvaggio su tutta la via». Come se non bastasse, anche in corrispondenza del distributore di benzina ci sono dei disguidi. La maggior parte degli intervistati hanno ammesso che «molti automobilisti parcheggiano nel tratto che sarebbe riservato a pedoni e ciclisti». Tutto ciò sarebbe causato dalla ciclabile alla stessa altezza dell'area rifornimento.
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