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«Dop e Igp sono vincenti contro il ribasso di prezzi» 

«Dop e Igp sono vincenti contro il ribasso di prezzi» 

Nini del Consorzio Prosciutto e Manzini di Acetum: «Straordinario interesse per i prodotti, serve fare sistema e aiutare i buyer contro la contraffazione»

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Si è chiusa la prima esperienza di “Cibus Connect”, fiera dell’agroalimentare che a Parma ha raccolto in due giorni fitti di eventi tutte le Dop e Igp del mondo. Alla rassegna del food and beverage italiano hanno partecipato 400 aziende espositrici, 1000 buyer esteri e 10.000 operatori complessivi. Circa una trentina i marchi modenesi presenti.
Il format di Cibus Connect, che si terrà negli anni dispari, prevede un mix di esposizione, workshop e incontri di affari. La fiera è stata definita un successo dal Ceo di Parma Fiere Antonio Cellie che ha sottolineato la riuscita dell’evento grazie all’efficacia «della joint venture ormai affermata da dieci anni con Federalimentare, della scelta di una data strategica che consentisse di mettere insieme le eccellenze di Vinitaly e Salone del Mobile, e di un format che favorisse la partecipazione anche delle realtà più piccole».
Fondamentali, per capire la portata della fiera, sono i dati raccolti dall’ultimo Rapporto Agroalimentare dell’Emilia-Romagna che assegnano alla regione il record europeo di prodotti Dop e Igp con 44 prodotti certificati per un valore totale di 2,5 miliardi. Sul podio delle province troviamo Parma, Modena e Reggio Emilia, rispettivamente con un valore di 1,135 miliardi, 622 milioni e 544 milioni. Tra i prodotti alcuni “big” quali l’Aceto balsamico Igp di Modena, che ha un valore di circa 900 milioni di euro, il Prosciutto di Parma Dop, le cui vendite all’estero nel 2016 hanno toccato i 280 milioni, il Parmigiano Reggiano Dop con circa 590 milioni e la Mortadella Bologna Igp, il cui fatturato estero nel 2016 è stato di 100 milioni di euro (Germania, Francia e Spagna gli approdi principali).
Tra i rappresentanti delle numerose eccellenze presenti a “Cibus Connect” ha parlato Davide Nini, presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena che, giudicando l’esperienza della fiera «altamente positiva», ha aggiunto come «eventi di questo tipo favoriscano la collaborazione tra aziende della nostra regione. Infatti i consorzi e le aziende per troppo tempo hanno lavorato per compartimenti stagni, ora bisogna cambiare e lavorare insieme. Emblematica sotto questo punto di vista - ha detto ancora Davide Nini - è l’esperienza di Palatipico-Piacere Modena che raccoglie i maggiori consorzi della nostra provincia per valorizzare le eccellenze del territorio in modo congiunto».
Alla domanda sul valore che il marchio Dop e Igp hanno per il nostro territorio e su come questi riconoscimenti siano sinonimi di qualità e garanzia, il presidente Nini ha risposto che «nel commercio globalizzato del cibo è impossibile per noi giocare al ribasso sui prezzi. Occorre fare sistema con le altre aziende e consorzi e far conoscere il marchio Igp e Dop anche fuori dall’Europa» per combattere i falsi e rafforzare la garanzia di qualità e tipicità dei marchi del territorio.
Di necessità e di azioni congiunte di promozione delle nostre eccellenze ha parlato anche Costanza Manzini, export area manager di Acetum, che aggiunge come l’arrivo di più di 1000 buyer internazionali «dimostra lo straordinario interesse che suscitano i prodotti della nostra regione in tutto il mondo».
Inoltre, grazie all’esperienza di Origo Global Forum, interamente dedicata ai marchi Dop-Igp, «possiamo aiutare anche i buyer esteri a riconoscere i prodotti di qualità e evitare la contraffazione».
Andrea Ancarani

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