Castelvetro: pranzo di Pasquetta indigesto, il conto è salato: arrivano i carabinieri
CASTELVETRO. In tanti avevano deciso di lasciare la città per festeggiare il Lunedì dell’Angelo. C’è chi ha scelto picnic e barbecue e chi invece ha optato per sedersi a tavola con gli amici. È...
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CASTELVETRO. In tanti avevano deciso di lasciare la città per festeggiare il Lunedì dell’Angelo. C’è chi ha scelto picnic e barbecue e chi invece ha optato per sedersi a tavola con gli amici. È accaduto anche in un ristorante della zona, che per l’occasione aveva proposto ai clienti un menù e con un tris di primi, carne alla griglia, contorno, dolci e vino alla spina. Il prezzo è fisso: 25 euro. Le compagnie si fanno attrarre, tanto vale provare.
Sono però in tanti coloro che si siedono ai tavoli e lamentano la qualità dei piatti. Non piacciono, sono freddi, raffazzonati. Altre persone, però, alla fine della giornata faranno i complimenti. Normali scaramucce che possono capitare in locali affollati, ma che stavolta degenerano. Perché quando è il momento di pagare si discute animatamente. Qualcuno decide di saldare, salutare e andarsene per evitare ulteriori polemiche, promettendo non di tornare mai più. Ma c’è anche una numerosa compagnia che non ci sta e i toni si alzano. Il conto totale parla di 550 euro, ma non vi è alcuna intenzione di saldare una comanda così esosa a fronte delle precedenti lamentele. I titolari, a loro volta, reclamano il saldo e quando capiscono che c’è chi si sta defilando scelgono di chiudere il cancello esterno, quello del parcheggio. «Da qui non se ne va nessuno fino a quando non pagate» e «Se non avete i soldi non andate al ristorante», dicono sostanzialmente. Ma oltre a blindare l’ingresso, i ristoratori chiamano anche i carabinieri. Non accettano di non incassare anche a fronte delle contestazioni sollevate sul servizio non gradito. Arrivano così i militari che fanno da mediatori, parlano con le parti e riportano un po’ di calma. Alla fine si trova un accordo, non piace a nessuno, ma la si chiude lì: sconto di cento euro, alla fine a tutti va bene così e almeno si torna a casa. (fd)
Sono però in tanti coloro che si siedono ai tavoli e lamentano la qualità dei piatti. Non piacciono, sono freddi, raffazzonati. Altre persone, però, alla fine della giornata faranno i complimenti. Normali scaramucce che possono capitare in locali affollati, ma che stavolta degenerano. Perché quando è il momento di pagare si discute animatamente. Qualcuno decide di saldare, salutare e andarsene per evitare ulteriori polemiche, promettendo non di tornare mai più. Ma c’è anche una numerosa compagnia che non ci sta e i toni si alzano. Il conto totale parla di 550 euro, ma non vi è alcuna intenzione di saldare una comanda così esosa a fronte delle precedenti lamentele. I titolari, a loro volta, reclamano il saldo e quando capiscono che c’è chi si sta defilando scelgono di chiudere il cancello esterno, quello del parcheggio. «Da qui non se ne va nessuno fino a quando non pagate» e «Se non avete i soldi non andate al ristorante», dicono sostanzialmente. Ma oltre a blindare l’ingresso, i ristoratori chiamano anche i carabinieri. Non accettano di non incassare anche a fronte delle contestazioni sollevate sul servizio non gradito. Arrivano così i militari che fanno da mediatori, parlano con le parti e riportano un po’ di calma. Alla fine si trova un accordo, non piace a nessuno, ma la si chiude lì: sconto di cento euro, alla fine a tutti va bene così e almeno si torna a casa. (fd)
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