Serra ai piedi di Rachele, il ritorno della fuoriclasse
La ciclista campionessa del mondo accolta da amici e parenti in festa: «Che spettacolo» Grigliata di Pasquetta con nonno e papà e il cane Thiago indossa la maglia iridata
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SERRAMAZZONI. Diciamo che trovare il posto della festa non era difficile. Ieri mattina, per darle il bentornato, la casa di Rachele Barbieri a Stella si è presentata super-agghindata, tra striscioni, bandierona italiana sulla strada appesa al braccio di una gru, scritta cubitale “Vai Raks!” sulla via Giardini e sopra, gigante, la maglia del suo team Cylance Pro Cycling (Usa). E infatti nel traffico di Pasquetta sono stati in tanti a strombazzare con l’auto o, in bici e gridare “Forza Rachele!”.
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I preparativi hanno visto l’arrivo di familiari e amici, tra cui Benito Mantovi (il primo a metterla in sella, con la Ciclistica Serra) e, da Modena, Daniele Boccaleoni (“al Murador”). Lei è arrivata verso le 12.30 da Milano, ma non da sola con la sua auto, com’era partita. Avrà pensato di esserlo stato, per un attimo, quando all’arrivo a Malpensa con la Nazionale non ha visto nessuno dei suoi. Che, nascosti, son poi sbucati in grande spolvero: l’immancabile papà Giampaolo, il fidanzato Fabio Dragonetti e amici in quantità (dal superfan Rinaldo Girotti Zirotti a quelli della Forlivese, la sua seconda squadra dopo Serra), tutti con maglietta “Miss Mondo” a lei dedicata e striscione.
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«“Proprio una bella improvvisata» ha sottolineato il papà. Baci, abbracci ed euforia. Tanto da rimettersi in autostrada col pulmino della Forlivese (di Paolo Mengozzi) dimenticandosi di fare rifornimento e arrivando dal benzinaio, a 70 km da Modena, col mezzo che ormai singhiozzava. Arrivo a casa con passaggio sotto il Tricolore incorniciato da clacsonate, e familiari e amici a lato col braccio alzato come i meccanici Ferrari al muretto.
Rachele che scende in tuta nera della Nazionale un po’ spiazzata e poi l’abbraccio con la mamma Mara e tutti gli altri. Foto di gruppo davanti agli striscioni e poi in casa la sorpresa di trovare anche il cane Thiago con addosso la sua maglia, nonché una piastrella realizzata apposta per lei dalle Ceramiche Coem di Fiorano: «Me l’hanno data la mattina dopo la gara, bellissimo pensiero», ha sottolineato Mara. Quindi via al primo tempo della festa (il secondo al pomeriggio con gli amici di Pavullo) con la grigliata firmata dal papà e dal nonno Paolo, mentre lo stereo mandava “We are the Champions”.
«Non mi aspettavo un’accoglienza così, sono stati stupendi - ha detto lei - Ero partita da qui decisa a dare il massimo, ma pensavo che sarebbe stato quasi impossibile tornare da campione del mondo di scratch».
Un orgoglio per Serra, che gli sta preparando anche una festa in piazza “ma più che altro - ha precisato - vorrei essere di stimolo ai ragazzi che fanno sport a non mollare mai, perché i sacrifici pagano”. Poi di nuovo brindisi, pensando alle Olimpiadi...
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