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Trasporti, FI: «a quattro dirigenti 100 mila euro» 

«Seta, azienda allo sbando Si va in Corte dei Conti?»

«Seta, azienda allo sbando Si va in Corte dei Conti?»

Che la misura sia colma su Seta e sulla sua dirigenza non sono solo i 400 autisti a dirlo. Adesso scende in campo anche la politica, disorientata sinora dal divorzio senza precedenti tra chi continua...

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Che la misura sia colma su Seta e sulla sua dirigenza non sono solo i 400 autisti a dirlo. Adesso scende in campo anche la politica, disorientata sinora dal divorzio senza precedenti tra chi continua a dare le clpe, tutte, ai dipendenti, e chi invece si trova a fare i conti con passeggeri esasperati per i ritardi, gli autobus malconci e vecchi, con turni di guida che impongono sino a 13 ore filate.
E chi non accetta lo straordinario obbligatorio viene punito con sospensioni dal servizio da 5 a 15 giorni.
Di qui la scelta radicale di Forza Italia di pubblicare con un’inserzione formato lenzuolo sui giornali modenesi con i punti salienti della polemica, chiedendo a Muzzarelli d’intervenire visto che rappresenta con Comune e Provincia l’azionista di maggioranza.
Due le contestazioni. Da una parte i mega compensi, quelli ufficiali, dei vertici, con premi di produzione di più di 25 mila euro l’uno a quattro dirigenti, e dall’altro poco più di 600 euro ai mille dipendenti di Seta.
«Caro sindaco - scrivono nel loro ultimatum a Galli, Morandi e Pellacani - chiediamo di aprire un tavolo di confronto tra le parti, immediato, impedendo ai dirigenti di Seta di alzarsi e lasciare la discussione come hanno già fatto. Solo perchè si trovano scomodi sulla sedia rifiutano di parlare con i sindacati, che tutti insieme chiedono le stesse immediate cose nonostante le differenze ideologiche, di metodo e di sigle. Presidente e direttore devono sospendere immediatamente le misure disciplinari in cui lasciano a casa gli autisti che rifiutano gli astraordinari obbligatori. Che facciamo, i bilanci in attivo a spese di autobus vecchi e malandato e conducenti che guidano per tredici ore? Sicurezza e salute dei lavoratori prima di tutto».
«Fino a oggi - rincara Andrea Galli - Nuzzarelli e la sua giunta sono rimasti alla finestra, hanno votato tutto quello che il presidente Bulgarelli gli ha messo sotto il naso. Ma è un dolore per tutti i modenesi veder affondare una risorsa come l’azienda dei trasporti pubblici che, è utile ricordarlo, vive di soldi pubblici. Non vorrei che i risparmi fatti a Modena con 44 mila ore di straordinari all’anno, tutti gli anni, siano poi gli utili che permettono di sanare i deficit degli altri bacini. Lì non ci sono le stesse tensioni di Modena, come mai? Se lo chiedono i nostri amministratori? Forse lì le condizioni di lavoro non sono così esasperate per tenersi buoni i cittadini. Eppure i conti veri non ce li fanno mai vedere. Dobbiamo forse andare alla Corte dei conti per controllare come vengono spesi i soldi pubblici e vengono rispettati i criteri di gestione del patrimonio pubblico?»
La conclusione? Una sola per Fi: «Trattare e dire chi ha ragione, fateci capire che cosa sta succedendo».
Saverio Cioce

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