Ex Oece, tra sciopero e speranza
Cavezzo. Ieri nuova protesta contro la chiusura. La Regione: «Disponibili ad un tavolo di salvaguardia»
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CAVEZZO. Ieri è partito il secondo giorno di sciopero, stavolta ad oltranza, alla Ex Oece dove la proprietà statunitense ha deciso di chiudere lo storico stabilimento, trasferendo tutti e 57 i dipendenti nell’altro stabilimento di Pianoro. Una mazzata devastante per alcune famiglie, tanto che molti stanno pensando come fare per uscire da questo dramma, poiché Pianoro non è dietro l’angolo. L’azienda, per cercare di far digerire la pillola ai dipendenti, si è detta disponibile in una prima fase a mettere a disposizione un bus. Oltre ai sindacati, i dipendenti hanno cercato da subito di interpellare la politica, quella che potrebbe contare qualcosa. Ha infatti sorpreso che nessuno avesse valutato come un evidente segnale il fatto che in cinque anni non è stato presentato un progetto per sistemare il tetto di una parte dello stabilimento, rinunciando ai fondi della ricostruzione.
«Appena siamo venuti a conoscenza dell’annuncio del trasferimento di tutta la produzione dallo stabilimento di Cavezzo della Sherwin Williams (ex Oece), abbiamo preso contatto con l’amministrazione del Comune e con i rappresentanti sindacali. Stiamo seguendo con attenzione la vicenda e attendiamo l’esito degli incontri, già programmati fra le parti, dai quali ci auguriamo un esito positivo a tutela del mantenimento di questo importante sito produttivo e la difesa della relativa occupazione presente in un territorio fortemente colpito dal sisma di cinque anni fa». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione post sisma, Palma Costi, «Se fosse necessario - prosegue Costi - siamo pronti ad anticipare fin da subito la disponibilità della Regione a convocare un tavolo di salvaguardia occupazionale». Sulla crisi dell’ex Oece ha espresso preoccupazione anche Enrico Campedelli (ex sindaco di Carpi).
L’ex Oece produce vernici per legno. È attiva dagli anni Settanta e vanta competenze ed esperienze che la Bassa non vorrebbe disperdere.
«Appena siamo venuti a conoscenza dell’annuncio del trasferimento di tutta la produzione dallo stabilimento di Cavezzo della Sherwin Williams (ex Oece), abbiamo preso contatto con l’amministrazione del Comune e con i rappresentanti sindacali. Stiamo seguendo con attenzione la vicenda e attendiamo l’esito degli incontri, già programmati fra le parti, dai quali ci auguriamo un esito positivo a tutela del mantenimento di questo importante sito produttivo e la difesa della relativa occupazione presente in un territorio fortemente colpito dal sisma di cinque anni fa». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione post sisma, Palma Costi, «Se fosse necessario - prosegue Costi - siamo pronti ad anticipare fin da subito la disponibilità della Regione a convocare un tavolo di salvaguardia occupazionale». Sulla crisi dell’ex Oece ha espresso preoccupazione anche Enrico Campedelli (ex sindaco di Carpi).
L’ex Oece produce vernici per legno. È attiva dagli anni Settanta e vanta competenze ed esperienze che la Bassa non vorrebbe disperdere.
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