Fiamme e paura in centro Agenti eroine intossicate
di Enrico Vincenzi
Castelfranco. Incendio in una palazzina vicino al Comune per un cortocircuito Le tre vigilesse hanno messo in salvo gli inquilini. Due appartamenti inagibili
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CASTELFRANCO. È stata una mattinata terribile, quella di ieri, per Castelfranco. Un incendio ha distrutto un appartamento in via Ripa Inferiore, all’incrocio con via Visconti e a pochi passi dal Comune. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma due famiglie sono state strappate dalle loro case. L’appartamento da cui l’incendio è divampato è quello della famiglia Taoufiq, di origini marocchine, situato al secondo piano di un condominio. Il padre, Azedine, era a lavorare a Formigine, mentre la moglie era a casa con i tre figli. Poco dopo le 10 e 30, i quattro sono usciti per recarsi in farmacia. Lungo il tragitto, però, la signora Taoufiq riceve una chiamata: sono i vicini, che la avvertono che il suo appartamento sta andando a fuoco. La donna ed i tre figli si sono precipitati a casa, dove si è parato loro di fronte un terribile spettacolo. Le fiamme divampavano dalle finestre, ed il fumo invadeva via Ripa Inferiore, tanto che alcuni negozianti sono dovuti uscire dai propri esercizi. Al Caffè Katia, antistante il condominio, hanno dovuto abbassare la saracinesca per proteggersi dal fumo. Sul posto si sono tempestivamente recati gli agenti della polizia municipale, la cui sede si trova poco distante. Gli agenti hanno transennato la strada e, avvertiti i vigili del fuoco, hanno prestato i primi aiuti alle persone nell’edificio. Le fiamme sono state domate in circa un’ora, ma l’incendio ha distrutto l’appartamento con tutto ciò che conteneva. La potenza del rogo ha danneggiato anche il terzo ed ultimo piano della palazzina. In particolare, ad avere la peggio è stato l’appartamento sopra quello della famiglia Taoufiq, dove abitava la famiglia di Marina Niamke, originaria della Costa d’Avorio. Anche lei si trovava fuori casa, mentre suo marito era a lavorare. In casa si trovavano i figli di Marine, insieme alla zia materna. «Io ero all’ingresso del palazzo - racconta Marina ancora scossa -. A un certo punto ho visto il fumo che usciva. Allora mi sono precipitata in casa per aiutare la mia famiglia ad uscire». La sorella ed i figli di Marina, insieme a tre vigilesse e ad un cittadino che ha prestato soccorso, sono stati ricoverati per accertamenti sulla loro salute, avendo respirato parecchio fumo. Fortunatamente, tutti sono stati dimessi nella giornata di ieri. Le cause non sono ancora certe, ma si tende a pensare che sia tutto nato da un corto circuito.
«Ci dicono che sia partito tutto dalla camera da letto, ma lì non c’è niente di elettrico», racconta Azedine, che è corso a casa non appena ha saputo dell’evento. Oltre agli oggetti personali, sono stati distrutti anche i documenti della famiglia, compresi quelli del permesso di soggiorno. Elementi che si possono replicare, ma che aggiungono preoccupazione per una situazione già di per sé molto difficile.
Entrambi gli appartamenti sono stati dichiarati inagibili, e le famiglie sono state prese in carico dai servizi sociali. Questi stanno lavorando per trovare una sistemazione definitiva alle dieci persone coinvolte; nel frattempo, la famiglia Taoufiq alloggerà in albergo, mentre la famiglia Niamke ha trovato alloggio da parenti.
«Ci dicono che sia partito tutto dalla camera da letto, ma lì non c’è niente di elettrico», racconta Azedine, che è corso a casa non appena ha saputo dell’evento. Oltre agli oggetti personali, sono stati distrutti anche i documenti della famiglia, compresi quelli del permesso di soggiorno. Elementi che si possono replicare, ma che aggiungono preoccupazione per una situazione già di per sé molto difficile.
Entrambi gli appartamenti sono stati dichiarati inagibili, e le famiglie sono state prese in carico dai servizi sociali. Questi stanno lavorando per trovare una sistemazione definitiva alle dieci persone coinvolte; nel frattempo, la famiglia Taoufiq alloggerà in albergo, mentre la famiglia Niamke ha trovato alloggio da parenti.
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