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«La magia esiste» , parola di attrice che ama le favole

di Laura Solieri
«La magia esiste» ,  parola di attrice che ama le favole

La modenese Nicoletta Giberti direttrice del Festival della fiaba racconta la sua passione «maturata da grande»

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MODENA. «Non ho memoria di qualcuno che mi raccontasse le fiabe quando ero piccola anche se ricordo con affetto il mangiadischi rosso che mi regalò mia madre con cui le ascoltavo. Il mio interesse e la mia ricerca sulla fiaba sono maturati in età adulta».

Nicoletta Giberti ci accoglie al circolo Filatoio, casa del Festival della Fiaba di cui è direttrice artistica ed organizzativa, che quest’anno torna con la sua quarta edizione dal 15 al 25 giugno a Villa Sorra, dove domenica 23 aprile alle 17 verrà presentata in anteprima - alla presenza di Alessandra Calò, l’artista che l’ha realizzata - la locandina di questa edizione. Biologa di formazione, attrice, regista e performer, da anni Nicoletta indaga il tema “fiaba” con attenzione all’aspetto antropologico e sociale.

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«La fiaba si rivolge a tutti ma negli adulti trova terreno più fertile perché gli adulti hanno vissuto: le fiabe non sono racconti di fantasia, sono tutte vere, sono momenti di grande spiritualità in cui gli uomini hanno fatto delle esperienze e le hanno raccontate». Nicoletta presenta il luogo del nostro incontro come «il nido delle anime che hanno voglia di dedicarsi un tempo di qualità, parlando con gli altri». Ed è per questo che al Filatoio, un ritrovo diverso che a Modena mancava, sono stati messi grandi tavoli dove la gente può sedersi con altra gente, parlare, conoscersi. «Qui raccontiamo fiabe agli adulti e parliamo delle tematiche che emergono da esse».

Un po’ come si faceva un tempo, quando uscendo da teatro, un altro luogo del cuore di Nicoletta, ci si incontrava nel foyer e si scambiavano opinioni sullo spettacolo visto. «Alle fiabe mi ci sono avvicinata da grande, dopo un percorso con il regista colombiano Enrique Vargas - racconta Nicoletta che ha studiato e lavorato tra gli altri anche con Danio Manfredini, Sonia Abaunza Galvis, Stefano Vercelli e Chiara Guidi e ha all’attivo diversi corsi di formazione sulla creazione di eventi site-specific e sulla narrazione - Quando ho cominciato a fare teatro mi sono sentita a casa, ho trovato me stessa e la mia strada».

Una strada che la lega da sempre, profondamente, a Modena: «Non ho mai voluto lasciare Modena, una città difficilissima e romantica. Penso alla nebbia, alle storie e agli uomini che l’hanno resa speciale: Enzo Ferrari, Luciano Pavarotti…». Romantico è anche il bosco, tappa immancabile, luogo di incontro e di scontro: «Attraversare il bosco significa incontrare se stessi, decidere di essere se stessi. Il bosco fa paura e a Villa Sorra è molto fitto! E ogni ombra è necessaria per permetterti di vedere la luce. Se nella vita uno ha orecchie per ascoltare e occhi per vedere la magia esiste, esattamente come nelle fiabe, si chiama anche sincronicità. E quando mescoli la tua vita, il tuo incanto, a quello che fai, non può non risuonare. Noi siamo essere sensoriali. Quello che mi sono proposta, attraverso una ricerca pura, semplice e allo stesso tempo molto profonda su questo tema edulcorato, censurato, maltrattato, è di lavorare sull’incontro tra esseri umani, attraverso un’indagine del sé. Sto già pensando alla prossima edizione del festival, sto pensando a tornare piccola - ci saluta con un sorriso Nicoletta - Tutte le volte che le cose diventano grandi perdono un po’ la magia ed è per questo che la quinta edizione sarà diversa. Noi esseri umani non possiamo tornare piccoli, il festival sì, perché la fiaba ha bisogno dell’intimità, di una dimensione raccolta, di uno sguardo uno a uno».
 

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