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«Made in Italy salvo: etichetta obbligatoria per il nostro latte» 

«Made in Italy salvo: etichetta obbligatoria per il nostro latte» 

Coldiretti Modena ricorda che da oggi entrerà in vigore  il provvedimento «che qui tutela un settore con 700 stalle» 

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Entra in vigore oggi in via definitiva l’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari, provvedimento che pone fine all’inganno del falso made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, così come le mozzarelle sono per la metà prodotte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato finora riportato in etichetta. Coldiretti Modena ricorda questa data significativa e sottolinea che sono trascorsi i 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto denominato “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari”.
«Il provvedimento fortemente sostenuto dalla nostra organizzazione – dice il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi – rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Difendere il latte italiano – prosegue Vincenzi – significa difendere un sistema che nella nostra provincia conta 700 stalle e 60.000 capi per una produzione di 3.500.000 quintali di latte. In più significa evitare la chiusura delle stalle che spesso si trovano in zone montane e svantaggiate dove svolgono un ruolo insostituibile di presidio del territorio».
«La novità – spiega Coldiretti – riguarda l'indicazione di origine del latte anche come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e prevede l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine, qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le diciture: “latte di Paesi non UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione».
Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti contro le speculazioni sui prezzi alla stalla e sta portando a un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza che ci siano oneri per i consumatori. Coldiretti ricorda che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, trovare sugli scaffali le scorte delle confezioni con il sistema precedente.

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